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Milleproroghe 2017: l’ultimo treno dell’anno

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Molte vetture per il treno del milleproroghe, il decreto tuttofare che ormai da oltre un decennio funge da tappabuchi, soluzione in extremis e ancora di salvezza per le tante questioni che non  hanno trovato soluzione nell’anno passato o che si prevede non la potranno trovare in quello futuro. Proroghe che sono una resa all’impossibile, o magistrali esercizi dell’arte del possibile, fate voi. Si può cominciare a leggere il milleproroghe votato dalle camera a febbraio con gli aspetti fiscali: Più che una proroga, un aggiustamento riguarda lo “spesometro”, la comunicazione periodica delle fatture emesse e ricevute, che da quattro trimestrali diventano due semestrali, per rispondere al moto di insofferenza degli operatori del fisco, pur sempre oberati di scadenze nonostante il gran parlare di semplificazione fiscale. Sempre in materia di iva, prorogata la detrazione al 505 per
l’acquisto di case in classe energetica a e B, ma solo se direttamente dalle imprese costruttrici, cioè case nuove. Prorogata, cioè rimandata, la “lotteria
dello scontrino”, l’idea di una banca dati che raccolga le letture ottiche degli scontrini di pagamenti tracciabili (acquisti con carta magnetica) e preveda
l’estrazione periodica di un premio. Pare che in Portogallo, per esempio, funzioni e abbia abbattuto l’evasione fiscale alle casse: sarebbe dovuta partire “in via sperimentale” a marzo, se ne riparla a novembre. Sempre in tema di fisco, dal l’anno fiscale 2016 cade l’obbligo di riportare gli estremi di registrazione del contratto di locazione nonché quelli della denuncia dell’immobile, obbligo che era vincolante per certificare i redditi da locazione. L’esito più clamoroso del milleproroghe di quest’anno non è però negli aspetti fiscali, ma in
un’altra proroga, che maschera una non-decisione: non si fa, per ora, la prevista restrizione all’impiego delle macchine a noleggio con conducente e della app Uber per trovare passaggi sullo smatrphone, e questo ha fatto scendere in strada la combattiva corporazione dei taxisti, che considera inaccettabile ogni concorrenza, con veri e propri blocchi stradali. Si può concludere con un grande classico, il Sistri, il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, che da anni dovrebbe togliere spazio alle ecomafie e alle mille inefficienze dei comuni. Ebbene, per il quarto anno vengono sospese le previste partenze della tenuta dei registri e delle sanzioni, riconoscendo che a mettere sotto controllo il ciclo dei rifiuti non siamo pronti.

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