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“Colli della Regina”, dove l’Etruria profuma di olio

OlioSe la storia ha un suo valore, a questi splendidi paesaggi dell’alto Lazio è impossibile non abbinare i lasciti della civiltà etrusca. Questo popolo, da cui Roma acquisì gran parte delle migliori peculiarità, fu straordinario anche per tecnica agricola: fin dal VII secolo avanti Cristo coltivava gli olivi per ricavarne olive da mensa, olio alimentare ed unguenti. Ed oggi gli scenari offerti da questo lembo di Maremma etrusca, a pochi chilometri dalla costa tirrenica, tra scorci di natura ancora selvaggia alternata a paesaggi rurali, ci parlano ancora di quell’antica bellezza lasciata dal popolo etrusco. Agricoltori e pastori su di essa hanno coltivato il grano, erbe foraggere, olivi, viti, pascoli e allevato mandrie e greggi, il tutto secondo ritmi naturali, che tuttora i più fieri discendenti intendono conservare.

TuscaniaSiamo nella zona di Tuscania, in provincia di Viterbo. Qui gli uliveti rappresentano un’area di grande suggestione storica e paesaggistica. Ed i simboli del passato sono innumerevoli, tanto che le aziende agricole, per caratterizzarsi, hanno solo l’imbarazzo della scelta.

Giulia e Giuseppe, titolari della giovane azienda agricola “Colli della Regina”, nata nel 2016 in località Montebello, per la denominazione della loro impresa hanno reso omaggio alla cosiddetta “Ara della Regina”, il più imponente tempio religioso dell’Etruria dove sono stati rinvenuti i celebri “Cavalli alati” e dove le popolazioni etrusche veneravano “Artumes”, l’Artemide dei greci. Ora il volto di quella divinità etrusca, rappresentato in maniera personalissima dal pittore tarquiniese Guido Sileoni, costituisce l’immagine distintiva dell’azienda.

Tuscania2In un luogo così magico, Giulia e Giuseppe hanno una sorta di predestinazione per l’arte olearia. Lei è un’assaggiatrice di olio, a cui abbina un interesse smisurato per questi luoghi, ricchi di fascino storico e paesaggistico. Lui vanta un passato ricco di esperienze da olivicoltore e meccanica, uniti dalla passione per la pianta dell’olivo e per la magia di un olio che solo in queste terre è possibile generare.

Gli uliveti coltivati dalla coppia sono rappresentati da circa duemila piante, principalmente di varietà “Caninese”, “Frantoio” e “Leccino”, equamente distribuite tra Tarquinia, Monte Romano, Tuscania e località limitrofe per un’estensione di circa 12 ettari. L’azienda quindi produce un olio extravergine pregiato, che abbiamo avuto modo di assaggiare e valutare nel corso di una manifestazione settoriale a Roma. Una qualità che scaturisce dalle caratteristiche dei terreni di questa zona e alla presenza di varietà tipiche della zona, come appunto il “Caninese”.

AlbaLe produzioni. L’olio “Alba” è l’extravergine di oliva della Maremma etrusca, al 100% italiano, frutto di queste terre e di questa azienda. Nasce da olive raccolte in prevalenza verdi, ovvero da olive “albae”, così come definite dai più famosi scrittori latini di agricoltura. Le olive una volta raccolte vengono trasportate al frantoio in apposite cassette traforate per essere molite entro poche ore, così da preservarle da fenomeni di alterazione, quali ossidazione e riscaldo, negativi per la qualità dell’olio.

Cogliere le olive prevalentemente verdi è una scelta che predilige la qualità più elevata dell’olio, anche se penalizza i produttori per le minori rese in olio anche del 30%, rispetto alle raccolte eseguite con olive mature.

La lavorazione delle olive viene eseguita rigorosamente secondo i parametri della spremitura a freddo (con temperature che non superano i 27°gradi).

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L’olio “Alba” si distingue per un elevatissimo contenuto in polifenoli, potenti antiossidanti naturali, che oltre agli effetti benefici sulla salute, garantiscono un’elevata conservabilità delle caratteristiche iniziali del prodotto. E’ pertanto un olio di grande pregio, fruttato verde, caratterizzato da un aroma ed un gusto che ricorda il frutto sano e fresco. Un prodotto di grande valore alimentare e sensoriale, per nulla paragonabile con quanto solitamente si trova massificato in commercio.

Due le varietà a disposizione. Entrambi le tipologie si distinguono per le peculiarità sensoriali sprigionate dalle varietà coltivate, l’autoctona “Caninese” in primis, figlia di questi luoghi e probabilmente già coltivata dagli Etruschi. Grazie anche al contributo garantito dai terreni ricchi di sostanze minerali e dal clima favorevole, gli oli esprimono grande personalità. La ricchezza delle essenze racchiuse nelle olive, si traduce in una forte capacità dell’olio nell’esaltare qualsiasi piatto, come anche una semplice fetta di pane.

La prima tipologia, “Alba tipo Frantoio-Leccino-Canino” è una combinazione di particolarità che anima un olio equilibrato, rotondo, con una leggera nota di piccante ed un piacevole aroma di mandorla. L’acidità è allo 0,26%, i perossidi sono 9,0 mEq 02/chilo, i polifenoli totali sono 389 mg al chilo. Per gli abbinamenti in cucina è ideale per cibi delicati come carni bianche, crostacei, salmone, pesce spada alla griglia.

L’altra tipologia, “Alba monocultivar Canino”, è un olio 100% varietà Caninese, che al palato svela un’ottima personalità, in quanto si distingue per un aroma fruttato verde intenso e per una piacevole compresenza di piccante e amaro, con un leggero sentore di erba. L’acidità è allo 0,3%, il numero di perossidi è 6,3 mEq 02/chilo, i polifenoli totali sono 300mg al chilo. Per l’abbinamento in cucina è ottimo per bruschette, insalata, pomodori, zuppe di cereali o legumi, carne rossa alla brace e verdure.

Per informazioni: infocollidellaregina@gmail.com, collidellaregina@pec.com, cell. 320-2377072.

(Giampiero Castellotti)

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