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Pac 2017: le novità sulla certificazione antimafia

pac 2017

Ha fatto molto discutere il nuovo tetto fissato a 5 mila euro che obbliga le imprese agricole a presentare la certificazione antimafia se vogliono accedere ai finanziamenti di settore previsti dalla Pac 2017 e dal Psr.

Una tegola burocratica che era stata introdotta dal decreto fiscale appena entrato in vigore nella legge n.161 sulle “Modifiche del Codice delle leggi antimafia”, che introduce in maniera generalizzata la necessità di ricorrere alla produzione della documentazione antimafia per accedere ai contributi Ue, se pure con la soglia di esenzione a 5mila euro sia per la comunicazione che per la informazione antimafia e con una entrata in vigore di queste norme scaglionata nel tempo.

La nuova norma ha sollevato un vespaio di polemiche specialmente dai ranghi dei Caa regionali, che da più parti hanno chiesto una proroga per la scadenza che era prevista per il 30 novembre scorso per evitare il blocco operativo di centinaia di uffici che sarebbero invasi da una montagna di adempimenti imprevisti.

Un rinvio arrivato proprio a fine novembre quando al Senato, il Governo ha posto la questione di fiducia sulla legge di bilancio che è stata approvata e destinata alla Camera in seconda lettura. Se nel provvedimento da una parte viene confermato dell’obbligo per la documentazione antimafia relativa alle imprese agricole, da l’altra il maxi emendamento del Governo, ha acquisito quello della proroga del termine di entrata in vigore per le disposizioni inerenti il ministero per le Politiche agricole inserite nel Codice Antimafia proposto dai senatori Franco Panizza, Albert Laniece, Hans Berger, Pietro Langella e Lucio Baran.

Il comma 7-bis della legge di bilancio, inserito dalla Commissione bilancio in virtù dell’emendamento 101.0.1100/104, “rinvia al 31 dicembre 2018 l’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 28, comma 1, della legge 17 ottobre 2017, n. 161, in materia di acquisizione dell’informazione antimafia: la proroga varrà per i soli terreni agricoli che usufruiscono di fondi europei di importo non superiore a 25.000 euro”.

Vediamo nello specifico cosa dice il provvedimento e a chi viene applicato:

  • Tutte le imprese agricole titolari che ricevono aiuti dalla Pac 2017 maggiori o uguali a 25mila euro sono obbligate sin d’ora a far produrre sia la comunicazione che l’informativa antimafia.
  • Tutte le imprese agricole titolari che ricevono aiuti dalla Pac 2017 maggiori o uguali di 5mila euro e minori di 25mila euro – tanto sulla Domanda unica che sui Psr – sono esentate dalla sola informativa antimafia, ma fino al 31 dicembre 2018. Per queste aziende l’obbligo di acquisizione dell’informativa antimafia scatterà quindi dal 1° gennaio 2019.
  • Sin d’ora tutte le imprese agricole con contributi Ue superiori a 5mila euro dovranno essere accompagnate dagli organismi pagatori nell’interpello delle Prefetture, per ottenere la mera comunicazione antimafia.
  • Le imprese agricole con contributi Pac inferiori a 5mila euro e che non abbiano progetti o domande su misure a capo e superficie del Psr di importo superiore a tale cifra non hanno alcun obbligo di presentazione della documentazione antimafia.

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