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Riforma Agea: arriva il decreto. Ecco cosa cambia

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Approvato in via definitiva il decreto legislativo che disciplina la riorganizzazione dell’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura.

La riorganizzazione dell’Agea, così come prevede il decreto approvato, ha l’obiettivo di:

  • migliorare la qualità dei servizi erogati alle imprese agricole;
  • razionalizzare e contenere la spesa;
  • innalzare l’ efficienza del sistema di pagamenti;
  • rivedere e ottimizzare il modello di coordinamento degli organismi pagatori a livello regionale;
  • rivedere l’ attuale sistema di gestione del Sian (Sistema informativo agricolo nazionale);
  • ottimizzare l’ accesso alle informazioni, mediante la realizzazione di una piattaforma informatica che permetta una più forte integrazione tra le articolazioni regionali e la struttura centrale.

Altro obiettivo è assicurare in modo più strutturato e netto la separazione tra le funzioni di organismo di coordinamento e di organismo pagatore attribuite all’Agea. L’Agenzia oggi svolge la funzione di organismo pagatore nazionale e quindi è colei che interloquisce con Bruxelles.

Fra le novità la nuova Agea avrà un Direttore con nomina del Ministro e quindi sarà, probabilmente più di prima espressione del governo politico del Ministero dell’Agricoltura. Novità di un certo interesse è quanto previsto all’articolo 9 in cui viene previsto un Comitato Tecnico con il ruolo di rafforzare il concetto di coordinamento ed integrazione tra realtà regionali. Sarà composto dal Direttore dell’Agenzia che ne coordina e presiede il lavoro, i direttori di Agea Coordinamento e Pagatore, due direttori di Organismi Pagatori Regionali e due rappresentanti delle Regioni, indicati, questi ultimi, dallo Stato Regioni: 7 membri in tutto, che svolgeranno un ruolo di orientamento e di armonizzazione.

Sui CAA la Riforma interviene all’articolo 6, ricordando la natura giuridica e le funzioni e prevedendo l’introduzione di ulteriori parametri selettivi per definire la loro possibilità a stipulare convenzioni con strutture pubbliche (es. dimensioni numeriche degli agricoltori rappresentati, requisiti tecnici, ecc.). I CAA potranno anche svolgere attività ulteriori convenzionate con le Regioni (vedi Super CAA) e si provvederà ad armonizzare i requisiti (oggi AGEA convenziona 22 CAA, Artea, Toscana ne convenziona 5 o 6 e la Sicilia a livello Regionale ne riconosce credo oltre 30). Insomma un quadro non sostenibile.

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