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“Agricoltura sociale e solidale”: parte il progetto del Sir/Unsicoop per la cooperazione sociale

Trasformare gli orti sociali in orti sinergici per rispettare la naturale tipologia di agricoltura del luogo in base al periodo stagionale. Ma anche piantare alberi di nocciolo, mandorle o noce che richiedono pochi interventi meccanici e possono essere coltivati senza l’aiuto di fertilizzanti o concimi chimici. Il tutto con alla base corsi di formazione di potatura di piccoli arbusti, utili per l’inserimento lavorativo.

Sono questi gli obiettivi alla base del progetto “Agricoltura sociale e solidale” presentato il 12 aprile a Torre Orsaia (Sa) e promosso dal Sir (Struttura Intermedia Residenziale) di Castelruggero e dalla Cooperativa sociale Multiservice Sud insieme ad Unsicoop, l’associazione di rappresentanza delle cooperative aderenti all’Unsic, e ad Unipromos, associazione di promozione sociale.

Il progetto ha preso vita grazie alla disponibilità degli ospiti della Sir, 10 pazienti (alcuni ex manicomiali ed altri del territorio), di prendersi cura di alcuni appezzamenti di terreno dati in comodato d’uso dal comune, dove vengono svolte attività di giardinaggio e di agricoltura. Un’esperienza questa che è stata maturata nel corso del tempo con la gestione degli orti sociali, il che ha permesso agli ospiti di acquisire saperi, competenze e abilità che hanno fortemente accresciuto il valore emozionale e psicologico, dando vita ad un fattivo percorso di coesione sociale.

Di questo è convinta la referente del Sir Caterina Speranza che sottolinea il valore riabilitativo di progetti come questo: “Credo che un’iniziativa del genere sia fondamentale per i pazienti psichiatrici. È una cosa meravigliosa perché lavorare la terra permette al paziente psichiatrico di non sentirsi emarginato ma parte integrante della società. Grazie al finanziamento avuto dall’Uniscoop, il progetto ha preso vita e abbiamo già piantato circa 200 piante di nocciole. Abbiamo anche registrato grande interesse all’acquisto e prevediamo che nel giro di qualche arriverà l’attenzione di ditte ben strutturate”.

L’agricoltura sociale, a differenza delle esperienze passate realizzate a favore di persone in difficoltà, rappresenta un modello di sviluppo che riorienta le realtà locali nella logica del servizio alle comunità di riferimento. Si tratta di un’innovazione sociale economica ed ambientale, capace di generare a sua volta altre innovazioni nei contesti territoriali.

Grande soddisfazione anche per Antonio Fronzuti, presidente Unsicoop, convito della necessità di avere sempre più progetti che sposano il terzo settore con l’agricoltura: “Come Unsicoop gestiamo e coordiniamo una serie di iniziative su tutto il territorio nazionale che vedono come protagoniste le cooperative sociali a noi aderenti, come la Multiservice Sud. Con il progetto ‘Agricoltura sociale e solidale’ abbiamo voluto sposare il bisogno di integrazione della persona che vive un disagio psichico con le possibilità che ci offre l’attività agricola.  Sono occasioni che non devono rimane solo mere azioni formative ma reali attività di sostegno verso un disagio interiore profondo. Vogliamo creare un contesto che non solo nobilita l’uomo con il lavoro ma soprattutto che dia sollievo alla sofferenza umana. Io vivo a Roma ma sono figlio di questo territorio. Per questo ho sempre avuto a cuore le iniziative della zona che mi ha visto crescere”.

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