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Isernia: il nuovo MuseC, museo dei costumi molisani

gruppo in visita - costume di VenafroL’offerta turistica della regione Molise dallo scorso mese di dicembre si è arricchita con un sito di notevole interesse storico-culturale: il MuseC – Museo dei Costumi del Molise.

L’iniziativa è frutto di un progetto culturale su cui, da diversi anni, la Regione Molise e la Provincia di Isernia hanno investito al fine di trovare collocazione museale alla prestigiosa collezione raccolta in anni di appassionate ricerche da Antonio Scasserra, giovane collezionista che è riuscito, sin dalla sua adolescenza, a reperire rarissimi esemplari di costumi femminili di uso festivo e nunziale.

La collezione si compone di 35 costumi completi e di oltre un centinaio di elementi di abbigliamento che provengono da quei paesi del Molise che, più di altri, hanno mantenuto nel tempo l’uso dell’abbigliamento tradizionale. Si tratta di costumi femminili poiché in una società caratterizzata dalla pratica della transumanza, e quindi strutturata su un evidente sistema matriarcale, la donna era detentrice di un forte bagaglio di conoscenze, punto fermo della società per il quale rappresentava certezza dell’origine, continuità della memoria, speranza del futuro, mantenimento della ricchezza patrimoniale e custode della tradizione intesa anche come regola di vita.

L’arco cronologico della collezione va dall’Unità d’Italia alla Prima Guerra Mondiale, ovvero dal momento in cui i costumi hanno raggiunto la massima espressione fino alla loro caduta in disuso. Tra tutte le storture della Grande Guerra, infatti, una cosa positiva accadde: le famiglie si ritrovarono per tanto tempo, se non addirittura per sempre, senza la figura maschile e quindi le donne furono costrette ad uscire di casa, andare a lavorare, e a svestire i costumi della tradizione. Questo elemento di rottura con la tradizione rappresentò il primo passo dell’emancipazione della donna nella società contadina.

Per quanto riguarda l’ambito geografico della collezione, seppur il nome del Museo fa riferimento al Molise, esso non si riferisce all’attuale regione molisana, bensì al territorio che prima delle riforme amministrative faceva parte dell’allora Provincia di Campobasso; per cui nell’area espositiva del museo trovano spazio anche costumi di quei comuni del matesino casertano, in primis Letino e Gallo Matese, che vantano la stessa matrice culturale del Molise.

Oltre alla sezione dedicata ai costumi, particolarmente ricca è quella dedicata all’oreficeria popolare, con oltre 1.000 pezzi esposti, prodotti in larga parte ad Agnone che, al pari di Napoli, capitale del Regno, si affermò per l’eccellenza e la raffinatezza delle lavorazioni.

La preziosità della raccolta museale, aldilà dell’indubbia bellezza intrinseca dei costumi e degli ori, risiede soprattutto nella qualità, rarità e buono stato di conservazione. A ciò si affianca la capacità di testimoniare il complesso universo simbolico che le genti molisane esprimevano attraverso l’uso del costume.

Una visita al MuseC diventa, quindi, un viaggio nella memoria: un viaggio particolarissimo, ricco di sorprese e suggestioni, un viaggio dentro l’anima e l’origine del popolo molisano, un popolo semplice, ma ricco di creatività e fantasia che esprimeva attraverso il modo di abbigliarsi.

Il Museo – collocato al piano seminterrato del palazzo della Provincia di Isernia, è aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 09.30 alle 13.00 e il martedì e il giovedì anche dalle 15.30 alle 17.30, nonché su prenotazione (per gruppi di almeno 15 persone) anche in giorni e orari diversi ai numeri 0865.441471 – 441381 o all’indirizzo email: musec@provincia.isernia.it

Il costo del biglietto con visita guidata è di € 4,00. Sono previste, inoltre, delle riduzioni e gratuità: biglietto ridotto per studenti e gruppi superiori a 15 unità (€ 3,00) e per i ragazzi fino a 14 anni (€ 2,00); omaggio per bambini fino a 6 anni, guide turistiche, insegnanti accompagnatori, tesserati e accompagnatori di portatori di handicap.

(A.P.)

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