Home / Comunicazione / Omaggi ai Borghi d'Italia / A spasso per Corciano (Perugia)

A spasso per Corciano (Perugia)

Corciano_PortaIn Umbria, fra i borghi più belli d’Italia, c’è Corciano, deliziosa cittadina a circa dieci chilometri da Perugia. Dalle sue mura si può ammirare un vastissimo panorama che arriva sino al Lago Trasimeno e al Monte Amiata.

Corciano possiede tutto quello per cui la terra umbra è conosciuta e amata: arte, cultura, natura, buona cucina e pregevoli vini.

Secondo una leggenda araldica contenuta nel Codice Vaticano Latino 4834, Corciano deve le sue origini a Coragino, compagno di Ulisse, a sua volta fondatore di Perugia. La tradizione popolare vuole che Corciano significhi Cuore di Giano. L’origine del nome è invece quasi certamente da ricercare nel nome proprio latino Curtius, (o Coricius o Corisius), proprietario di un fondo rustico. Non sappiamo se la cittadina fu centro attivo già in epoca antica; in ogni caso è certo che il suo territorio fu già molto frequentato sia in età etrusca che in età romana.

Corciano fu Comune autonomo già nella prima metà del Duecento quando entrò a far parte del sistema difensivo di Perugia. Per tutta l’età medievale e rinascimentale fu un fiorente centro di produzione agricola e artigianale. Di questo periodo conserva le principali caratteristiche urbanistiche ed architettoniche, raccolto nel suo anello di mura lungo circa un chilometro.

La cittadina, adagiata sulla cima di un colle, trasmette una spiritualità tutta particolare che attrae e affascina.

corcianopiazzacoragino
Corciano, piazza Coragino

Ad accogliere il visitatore è uno dei monumenti più rappresentativi del borgo: porta di Santa Maria, con il suo poderoso torrione circolare, aggiunti alle mura intorno alla fine del XV per potenziare le difese del castello.

La nostra visita, però, ha inizio dall’Antiquarium comunale, dove ha sede anche l’ufficio informazioni turistiche e da dove prendono avvio le visite al borgo.

L’Antiquarium è organizzato in sezioni tematiche che illustrano le principali fasi storiche e l’evoluzione sociale e culturale del territorio.

Nella sezione paleontologica sono esposti i resti fossili degli ammoniti mesozoici di Migiana (Giurassico inferiore) e quelli dei mammiferi quaternari di Ellera (Pleistocene inferiore), accompagnati da un aggiornato apparato didattico.

La sezione preistorica e protostorica, costitute principalmente da manufatti litici raccolti in varie località della regione, offrono un interessante quadro dell’Umbria dal Paleolitico superiore all’età del Ferro.

La sezione dedicata all’archeologia classica si apre con le ricostruzioni dei due carri principeschi etruschi di età arcaica rinvenuti nell’aprile del 1812 a San Mariano.

corciano-003Segue la parte dedicata ai santuari, arricchita da bronzetti rinvenuti nei principali luoghi sacri del territorio, realizzati lungo le principali vie di comunicazione e al culmine dei rilievi, dedicati alle divinità protettrici della salute del corpo, della fecondità, del benessere e degli allevamenti.

L’età ellenistica è rappresentata dai materiali delle necropoli etrusche di Strozzacapponi e di Fosso Rigo: molto interessanti sono le ricostruzioni di tre sepolture, all’interno delle quali i materiali di corredo sono stati ricollocati nella posizione originaria.

Tra questi di particolare interesse sono i materiali della tomba della famiglia anei marcna: splendide urne cinerarie in travertino scolpite con figure di repertorio e scene di mito, dipinte con vivaci colori, accompagnate da letti funebri in bronzo e materiali ceramici.

Chiude la sezione un interessante nucleo di oggetti di età romana, rappresentati dai materiali della villa di Palazzo Grande e dai corredi di due tombe “alla cappuccina” scoperte nella zona.

Lasciato l’Antiquarium si procede verso la chiesa-museo di San Francesco, costruita, secondo la tradizione popolare, in ricordo del passaggio del Santo a Corciano, di ritorno dal Lago Trasimeno. Edificata in realtà alla fine del XIII secolo, ha subito, nel corso del tempo, numerose trasformazioni. Ha una facciata in calcare con portale ogivale; in alto il bel rosone intagliato.

L’interno, a croce latina, conserva importanti testimonianze artistiche.

Di Benedetto Bandiera è il dipinto raffigurante la Vergine col Bambino tra i santi Anna, Francesco ed Elena. L’opera, realizzata nel 1606, è di buona fattura ed è rappresentativa della rinascita della pittura perugina, di cui l’autore fu uno dei protagonisti.

Accanto, la Pala delle Vergine, opera di Giovanni Antonio Scaramuccia, raffigura la Madonna con bambino tra angeli e santi.

Sottoposta ad accurati restauri, è la tavola sagomata a croce posta sull’altare maggiore. Risalente all’XI secolo, raffigura Cristo crocifisso, san Giovanni Evangelista e la Vergine.

Nel transetto è posizionata la Madonna in trono tra santi e angeli musicanti, di Orlando Merlini, realizzata poco dopo il 1487.

Lungo la navata si ammirano numerosi affreschi datati tra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo. Tra essi spicca quello raffigurante l’Annunciazione. La Madonna è dipinta seduta, con libro in mano, davanti ad un leggio; a sinistra l’angelo, raffigurato di profilo con le labbra atteggiate a pronunciare il saluto alla Vergine. Il dipinto rivela notevoli influssi della scuola pittorica orvietana.

Un altro affresco di notevole importanza è quello raffigurante la Maestà tra santi, eseguito da un ignoto pittore perugino alla fine del Trecento.

Corciano2Usciti dalla chiesa e, oltrepassato l’arco che immette nel borgo, sulla destra, dopo Piazza dei Caduti, si incontra il cinquecentesco palazzo dei duchi Della Corgna, attribuito all’architetto Galeazzo Alessi, oggi sede del Comune di Corciano. L’edificio si fa ammirare per la sua eleganza e la purezza delle linee. Il salone d’onore, adibito a sala consiliare, è decorato con dipinti risalenti alla metà del XVI secolo, opera dell’artista fiorentino Salvio Savini.

Le decorazioni si presentano in buono stato di conservazione e rivelano le caratteristiche dell’arte del maestro.

Uscendo dal Palazzo Comunale, ci incamminiamo lungo la via principale del paese, intitolata al prelato corcianese Luigi Rotelli, vissuto nella seconda metà dell’800, Nunzio Apostolico a Costantinopoli e a Parigi, nominato Cardinale nel 1891.

Percorrendo la via scopriamo scorci di rara bellezza che rendono sempre più godibile la visita del castello.

Tra gli splendidi edifici spicca il Palazzo del Capitano del Popolo, eretto nel XV secolo in pietra e mattoni, residenza del magistrato rappresentante la dominante Perugia. Ed ecco poi su una piccola piazza circondata da alte mura, un pozzo circolare cinquecentesco, che reca scolpita l’Arme del Comune, che rievoca tempi passati.

Alle nostre spalle si erge il campanile della chiesa dell’Assunta, impostato su una preesistente torre trecentesca.

Dedicata a Santa Maria Assunta, la chiesa parrocchiale di Corciano risale al XIII secolo. La facciata rivela una architettura semplice e lineare.

L’interno, completamente trasformato da una ristrutturazione tardo ottocentesca, conserva opere di pregevole fattura.

Nell’abside è collocata la Pala dell’Assunta, realizzata nel 1513 da Pietro Vannucci detto il Perugino. Il dipinto conserva tutti gli elementi caratteristici dell’arte del maestro: l’equilibrio compositivo, l’effetto spaziale, la ricerca accurata delle forme, l’accordo armonioso delle figure e il preziosismo cromatico e luministico. In basso, nella predella, due piccoli dipinti raffigurano l’Annunciazione e la Natività.

Un’altra opera degna di attenzione è il Gonfalone di Benedetto Bonfigli. Datato 1472, colpisce per i particolari del dipinto: la rappresentazione topografica e urbanistica dell’antica Corciano, ritratta ai piedi della Vergine; la figura dominante della Madonna che allarga la veste per proteggere i devoti; l’insieme dei personaggi che affollano la scena che ritraggono, forse, antichi corcianesi.

Proseguendo, oltre la piazza, tra case ornate di fiori, ecco la bassa facciata della chiesa di San Cristoforo, costruita a partire dal 1537 su preesistenti mura di travertino.

La chiesa, completamente ristrutturata, ospita il Museo della Pievania, intitolato all’artista corcianese Giuseppe Laudati, vissuto tra il 1669 ed il 1737. Il museo raccoglie le testimonianze più significative della storia e della devozione della comunità cristiana di Corciano: affreschi del XIV secolo, tele, paliotti, stendardi processionali, pregevoli dipinti, ex voto, arredi sacri, statue, manoscritti; degne di nota sono opere della bottega di Fiorenzo di Lorenzo, di Romano Alberti da Sansepolcro e dell’officina dei Roscetto.

Numerose le tele realizzate dall’artista corcianese Giuseppe Laudati.

Poco più avanti, il Museo della Casa Contadina, creato all’interno di una tipica abitazione corcianese, conserva una raccolta di oggetti utilizzati nelle attività lavorative domestiche e agricole fino a qualche decennio fa.

Una salita ci conduce verso l’alta torre civica eretta sull’area del nucleo più antico del paese.

Riscendiamo verso piazza Coragino e raggiungiamo Porta Santa Maria che abbiamo incontrato appena giunti a Corciano. All’interno del Torrione vi è il Centro espositivo permanente sulla cultura medievale e rinascimentale, dove è conservato anche lo Statuto del castello redatto nel XVI secolo.

Usciti da centro storico ci dirigiamo verso la chiesa dell’Antico Spedale, dove è conservato un prezioso affresco raffigurante la Mater Salvatoris tra i santi Sebastiano e Nicola da Tolentino, opera realizzata nel 1494 dal pittore perugino Bernardino di Lorenzo, fratello del più famoso Fiorenzo.

La visita di Corciano per ora termina qui. Altri tesori, custoditi all’interno delle mura, si sveleranno a poco a poco al visitatore che percorrerà le vie del borgo. Ci piace concludere con un pensiero che Maria Sticco, scrittrice corcianese vissuta tra XIX e XX secolo, rivolge a Corciano, nel 1950, a pochi anni dalla fine della seconda guerra mondiale, che tanto segnò il borgo ed i suoi abitanti. Molto tempo è passato ma tale riflessione, per certi aspetti, riesce ad essere ancora attuale e descrive perfettamente l’atmosfera del luogo: Gli uomini pratici dicono che Corciano è un paese povero, dicono anche, sottovoce, che i Corcianesi sono indolenti.

Ebbene, benedetta la povertà se conserva le linee dell’antica bellezza, impedendo demolizioni inconsulte e costruzioni orripilanti; e benedetta, una volta tanto, l’indolenza, se, nella moderna febbre di azione, salva le abitudini contemplative e conferisce al paese e ai suoi abitanti quella cortesia sincera, e perciò discreta, che dice all’ospite: Riposa. E poi chi vorrà creder povero un angolo della terra, che possiede questi due tesori: la pura bellezza e la introvabile pace!

COMUNE DI CORCIANO
Corso Cardinale Rotelli, 21
06073 Corciano PG
www.comune.corciano.pg.it

Informazioni Turistiche
Tel. 075 5188255
infopoint@comune.corciano.pg.it

Ufficio Cultura e Turismo
Tel. 075 5188253/256
cultura@comune.corciano.pg.it

Controlla anche

Casarano (Lecce), cuore della cultura paleocristiana

Il monumento più significativo presente a Casarano è la Chiesa di Santa Maria della Croce …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *