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Distretto Urbano del Commercio, l’Unsic denuncia vuoto di rappresentatività

Taranto4CORRIERE DI TARANTO – 9 febbraio 2017

“Parlare di pianificazione e valorizzazione commerciale delle nostre città ed escludere da questo processo che si annunciava partecipativo una parte della rappresentatività di questa categoria e l’intera voce dell’artigianato è come pretendere che in condominio si faccia solo quello che vuole il condominio più anziano. La firma di oggi a Bari del protocollo d’intesa tra Regione e alcune associazioni di categoria del commercio è lo strappo che esclude dai processi previsti dal Distretto Urbano del Commercio una buona parte delle imprese pugliesi e tarantine in particolare”.

Così il segretario provinciale dell’UNSIC (Unione Nazionale Sindacale Imprenditori e Coltivatori) di Taranto, Cisberto Zaccheo, in riferimento al passaggio sui DUC che si consumerà oggi in Regione spianando la strada verso i bandi previsti per il settore.

Lo strumento pensato dall’Assessore regionale Loredana Capone viene dunque impugnato dall’UNSIC che pur riconoscendo la prospettiva dei Distretti, evidenza come sia nella fase programmatoria sia un quella successiva che dovrà indicare come spendere le risorse, si sia ragionato in termini di rappresentatività non più esclusive nel mondo del commercio.

I DUC secondo la normativa regionale dovrebbero finanziare la redazione di piani operativi per i Comuni e di vere e proprie opere o iniziative previste dagli stessi piani – dice Zaccheo – nel caso di Taranto esiste già un lavoro di analisi e elaborazione progettuale redatto in questi anni dalla Camera di Commercio e consegnato al Comune capoluogo nell’agosto scorso. Siamo dunque in presenza di uno studio già finanziato sulle policy per lo spazio urbano che dopo la firma di oggi vorremmo capire che fine farà.

Tema dunque che interseca quello delle risorse.

Non si spiega in questo senso l’idea di rifinanziare uno studio già esistente – dice Zaccheo – così come non si trova coerenza nelle somme della grande distribuzione (per Taranto ingenti risorse provenienti dall’ampliamento Ipercoop – ndr) pensate come compensazione da riconoscere al tessuto commerciale di quelle città che ne avevano subito conseguenze inserite invece nelle risorse per i DUC e quindi spalmate su tutto il territorio regionale, tra comuni realmente intaccati nel commercio urbano, come Taranto, e quelli completamente avulsi dal fenomeno. Un elemento che sa anche di un certo strabismo da parte di associazioni di categoria che a Taranto minacciano di abbandonare i tavoli di programmazione, annunciano battaglie dure contro la GDO ma poi a quel tavolo siedono senza nessun tipo di elemento critico.

Vi è poi un problema di partecipazione che secondo l’UNSIC non può essere eluso.

Le strade del commercio tarantino non sono più esclusivo appannaggio di una o due associazioni di categoria che addirittura in altre province pugliesi sono assolutamente scomparse resta pertanto incomprensibile – continua il responsabile dell’UNSIC – l’individuazione dei CAT (Centri Assistenza Tecnica) di Confesercenti e Confcommercio quali luoghi deputati alle attività istruttorie che insieme ai Comuni dovranno riguardare ad esempio il miglioramento dell’arredo urbano, la riqualificazione delle aree mercatali, la valorizzazione delle botteghe, anche quelle artigiane clamorosamente escluse da questo processo, e persino la valorizzazione delle peculiarità turistiche e dell’immagine complessiva delle città.

Immaginavamo una identità territoriale in cui tutti si potessero riconoscere e in cui tutte le rappresentanze del commercio e dell’artigianato avessero pari dignità – conclude Zaccheo – registriamo invece l’ennesima distanza tra noi e l’Assessore Capone che nuovamente invitiamo a Taranto per confrontarsi con tutte le voci di questa città, e toccare con mano storia e riconoscibilità di aziende commerciali e artigiane di grande rispetto.

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