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Evasione fiscale, partono i nuovi controlli

Parte la lotta all’evasione fiscale decisa con il decreto collegato alla manovra dello scorso anno. Le comunicazioni sulle liquidazioni dell’imposta sul valore aggiunto, relative al primo trimestre dell’anno,  permettono una prima elaborazione dei dati da parte dell’Agenzia delle Entrate. Questi dati verranno poi trasmessi ad imprese e professionisti come arma per favorire la compliance, ovvero l’adeguamento spontaneo.

L‘Agenzia delle Entrate ha già inviato le prime comunicazioni ai contribuenti con le prime informazioni relative alle incoerenze registrate nei versamenti effettuati e nei dati già trasmessi entro il 12 giugno di quest’anno. Dati che possono essere ritrovate nel cassetto fiscale del contribuente e nel servizio reso disponibile direttamente sul sito dell’Agenzia delle entrate in “Fatture e Corrispettivi”. Tra una decina di giorni dovrebbe inoltre essere trasmesso il secondo pacchetto dati delle liquidazioni iva, con riferimento al trimestre aprile – giugno di quest’anno.

Cosa diversa se parliamo dei versamenti mai comunicati. In questo caso l’Agenzia segnale che non è stato pervenuto nessun pagamento con il modello F24. Fattispecie che potrebbe essere dovuta ad un errore, per esempio un codice tributo o un anno di riferimento sbagliati. Per rimediare all’errore basta richiedere la correzione dei modelli F24 all’amministrazione finanziaria, anche mediante canali telematici.

Nel caso invece, i versamenti non fossero stati realmente effettuati, c’è la possibilità di avvalersi del ravvedimento operoso che permette di eliminare le sanzioni e gli interessi dovuti. Possibile inoltre segnalare recarsi agli sportelli sul territorio o contattare il Call Center per per segnalare eventuali mancanze o errori dell’Agenzia del Fisco.

Il 28 settembre verrà inviato anche lo spesometro 2.0, l’ultimo tassello di una macchina che dovrebbe rafforzare i controlli  nel contrasto all’evasione fiscale.  L’obiettivo è quello di recuperare, con l’uso congiunto dei due strumenti, circa 2,11 miliardi di euro per quest’anno, con la previsione di aumentare negli anni successivi. Una strategia onnicomprensiva, la quale considera sia le imposte dirette che l’Iva oltre che l’imposte dirette e riportate all’Erario.

L’obiettivo del doppio adempimento è quello di colpire l’evasione da frodi o da dichiarazione parziale, ma anche il mancato versamento, il quale ha un peso ancora rilevante, circa il 20% sul tax gap Iva. Le comunicazioni relative ai dati di luglio, sembrano aver prodotto già i primi risultati, ma siamo ancora all’inizio.

 

Christian Battistoni

 

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