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Alberto Angela, salvaci tu

Domenico MamoneNel mezzo della pioggia di promesse elettorali, di previsioni catastrofiche per il nostro Paese, di cattive amministrazioni e delle abituali gettate di fango sull’Italia, il programma “Meraviglie” di Alberto Angela, con record di telespettatori incollati davanti al televisore, ci rasserena, ci ricarica, ci ricorda le potenzialità dei nostri territori semplicemente mostrandoci immagini straordinarie dei tanti sublimi paesaggi e delle infinite testimonianze storiche e artistiche che il nostro Paese è ancora in grado – per fortuna – di offrire.

Piero Angela, emblema della divulgazione scientifica illustrata con competenza e chiarezza, ha passato il testimone al figlio Alberto, che non è certo da meno. Espone i “magnifici” contenuti con linearità, luminosità, entusiasmo e, ovviamente, cognizione. Perché Alberto Angela non s’è certo improvvisato. Dopo essersi diplomato in Francia (è nato a Parigi nel 1962), s’è laureato alla Sapienza di Roma in Scienze naturali con 110 e lode e s’è specializzato ad Harvard diventando un importante paleontologo internazionale. Per oltre un decennio ha svolto attività di scavo e di ricerca in tutto il mondo, in particolare in Africa, in Estremo Oriente e in Asia. Parla correntemente, oltre all’italiano, anche il francese e l’inglese.

Il viaggio alla scoperta delle bellezze italiane nella “Penisola dei tesori” ha quindi un accompagnatore d’eccezione. E’ un invito a conoscere meglio questo nostro Paese – raccolto per fortuna da tantissimi telespettatori – perché l’offerta è davvero infinita. Il servizio pubblico della Rai è tornato finalmente a fare il servizio pubblico.

Il passaggio a Matera è davvero esaltante, le immagini sono suggestive, i brani di Levi sono la cornice giusta. Angela ci conduce nella chiesa di Santa Maria De Idris con i suoi “straordinari affreschi”, nella cripta rupestre di San Giovanni in Monterrone, “nel ventre della roccia” dove ad accoglierci c’è “un Cristo Pantocratore”. La cultura esplode alla massima potenza, le emozione si susseguono e si moltiplicano per intensità. “Silenzio, magia e paradiso – osserva Angela, ammirando la città lucana.

E dal Sud si passa al Nord, tappa alle Dolomiti, “un sogno cristallizzato”. Sito Unesco “davvero sterminato, 142 mila ettari, nove gruppi montuosi e tre regioni”. Alberto Angela s’inserisce con rispetto e umiltà nello straordinario paesaggio, passeggia tranquillo sotto una nevicata affascinante. Uto Ughi ci parla del legno di questi boschi che garantisce violini fantastici (e se ne accorse anche Stradivari). Poi il ricordo di Buzzati, che si chiedeva “se sono pietre o sono nuvole, se sono vere o è un sogno”.

E’ questa la tv (e l’Italia) che vogliamo.

(Domenico Mamone)

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