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Amministrative: si sgretola il consenso per il M5S

Domenico MamoneRiguardo ai risultati delle elezioni amministrative in Friuli-Venezia Giulia, più che colpire l’affermazione prevedibile – però certamente non come un plebiscito da 57,1 per cento – del candidato del centrodestra, il leghista Massimiliano Fedriga, spicca il crollo dei Cinque Stelle, che praticamente dimezzano i propri voti rispetto alle politiche. Dopo l’altro stop ricevuto dagli elettori molisani – lì i pentastellati sono passati dal 44,8 al 31,4 per cento in meno di due mesi – la formazione di Di Maio rischia di vedere sgretolarsi giorno dopo giorno il consenso ottenuto con l’exploit del 4 marzo.

Certo, le amministrative rispondono a logiche differenti rispetto alle politiche. Entrano in campo esigenze più vicine agli elettori. Ed il M5S paga il fatto di presentarsi con una sola lista contro i plotoni di candidati messi in campo da centrodestra e da centrosinistra con le immancabili liste civiche associate. Ma ciò non basta a giustificare un’emorragia di voti così sensibile e comune a due realtà decisamente differenti tra loro come il Friuli-Venezia Giulia e il Molise. In attesa delle prossime prove amministrative, la Valle d’Aosta il 20 maggio e 793 comuni il 10 giugno.

La sensazione è che queste lunghissime settimane di incontri e contrattazioni per trovare la quadra su un nuovo eventuale governo stia penalizzando soprattutto i Cinquestelle, su cui erano risposte le più fiduciose attese, soprattutto in fatto di discontinuità, da parte di un numero consistente di italiani.

Di Maio, secondo noi, paga innanzitutto la costante e smisurata attenzione mediatica che, agli occhi degli italiani, lo sovrappone ai più navigati e consumati politici, vanificando quella “differenza” che finora ha fatto la fortuna dei grillini. Insomma, anche lui s’è lasciato avviluppare dal “teatrino della politica”.

Un altro aspetto negativo, prevedibile, è determinato dall’obbligo di una scelta di campo, che tra l’altro finisce per porre sullo stesso piano – come interlocutori – tanto gli esponenti del centrosinistra che quelli del centrodestra.

Insomma, una parte di quegli elettori che s’aspettavano una svolta votando la formazione politica di Di Maio hanno espresso la propria delusione alle urne amministrative.

Crediamo che i Cinque Stelle si siano comunque infilati in un cul-de-sac: il fatto di non essere riusciti a raggiungere la maggioranza dei voti, come auspicato, li obbliga a scelte che saranno inevitabilmente non condivise da una parte del proprio elettorato.

(Domenico Mamone)

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