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Il futuro e il controllo digitale

Profilare. Il verbo del futuro (e del presente) è questo. Ma non ha nulla a che fare con il tradizionale significato artistico del vocabolo. Oggi questo termine è associato all’era digitale e riguarda la “preziosa” raccolta di informazioni su un numero più alto possibile di utenti. Elaborando questi dati, si può suddividere l’utenza, ad esempio, in gruppi di comportamento, materiale che risulterà utilissimo in ambito commerciale e di marketing, ma anche nel delicato campo del controllo sociale.Tutto ciò ci fa capire come la vera ricchezza attuale sia nella mole di informazioni. Conoscere le abitudini di un utente, ad esempio i suoi gusti, la frequenza dei suoi viaggi, la scelta delle scuole per i figli, l’apertura di conti in banca, ecc., offre la possibilità di sottoporgli in anticipo le opzioni per i suoi desideri o per le sue esigenze. Se vengo a sapere che la pensa in un certo modo, gli posso proporre film o libri allineati alle sue convinzioni. Un monitoraggio digitale che rappresenta un vero e proprio controllo e su cui i vari codicilli sulla privacy possono fare ben poco.

Di ciò si parla da tempo, anche perché questa realtà già presente – e che si accentuerà nel futuro – conferma quanto la fantascienza presagiva qualche decennio fa: il controllo digitale della popolazione. Con tinte variabili: si va dagli aspetti del marketing commerciale, in fondo già presenti da tempo ma con strategie più “leggere”, al vero e proprio controllo dei comportamenti sociali, che vedono una parte entusiasta per la possibilità di prevenire e correggere “derive” sociali pericolose, fino però all’inquietudine per l’affermazione definitiva del Grande fratello globale.

Tra le notizie più recenti legate al fenomeno del controllo digitale, spicca quanto annunciato da Xinhua, agenzia di stampa statale cinese: nel distretto di Guangzhou, metropoli da oltre 14 milioni di residenti (ex Canton), le identità personali degli abitanti verranno caricate sui profili social di “WeChat” (la “Whatsapp” cinese), che ha già 902 milioni di utenti. I cittadini potranno utilizzare l’app per tutto, dall’identità (compreso il numero dei documenti) fino ai servizi, dal pagamento delle bollette agli acquisti. Grazie a ciò sarà possibile sapere davvero tutto sulle loro abitudini, dagli spostamenti agli incontri.

Desta stupore tutto ciò? Niente affatto. Se Pechino ha fissato per il 2020 il cosiddetto “credito sociale”, cioè un sistema in grado di valutare attraverso ogni strumento disponibile il comportamento di tutte le persone fisiche e giuridiche che risiedono nella Repubblica popolare cinese, altrove si va sulla stessa strada, con il “controllo digitale” che sarà l’arma in mano ai padroni del futuro. E ciò ridimensiona molto, negli scalini dell’importanza, il teatrino sulle strategie per le nuove elezioni in Italia.

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