giovedì , Maggio 23 2019
Home / Comunicazione / Il mattatore

Il mattatore

Domenico MamoneQualcuno l’ha definito “il mattatore di Capodanno”. Ed in effetti il presidente Sergio Mattarella ha assolto brillantemente il compito – non facile – di confezionare un discorso equanime e rasserenante per il consueto appuntamento televisivo di fine anno. Con la sola forza delle tematiche scelte e con l’inattaccabilità per garbo, chiarezza e sintesi, il capo dello Stato ha saputo rilanciare il senso della convivenza civile e della comunità nazionale coesa, neutralizzando le crescenti spirali dell’odio e rompendo il monopolio comunicativo, spesso incolto e violento, della propaganda populista e sovversiva arroccata nei social.

Se la cartina al tornasole di un successo – in questi nostri tempi – è offerta anche dal numero delle visualizzazioni digitali, il presidente sul solo account ufficiale del Quirinale quest’anno ne ha raccolte tre milioni e mezzo, sette volte più dello scorso anno, quando si fermò a 600mila. Ciò conferma come ci sia una rilevante parte di questo nostro Paese che è stufa degli slogan ad effetto e pretende richiami a valori più solidi e a contenuti politici più blasonati.

Il capo dello Stato è stato abile, innanzitutto, nell’intercettare i temi più idonei e sentiti dagli italiani su cui raccordare la coesistenza delle coscienze. E li ha offerti distillandoli con abilità: ha esordito richiamando il valore collettivo della sicurezza (includendovi anche l’amara attualità degli ultras), ma ha ammonito dal suo uso strumentale per far lievitare i consensi; ha ribadito la centralità dei sistemi scolastico e sanitario per garantire senso e “qualità” alle nostre esistenze; ha riaffermato l’importanza del lavoro e delle opportunità per i giovani, ma anche “attenzione per gli anziani e serenità per i pensionati”; ha parlato della funzione strategica delle infrastrutture, della produttività, del ruolo dell’Europa.

Certo, riferimenti apparentemente scontati, per qualcuno intinti in una salsa eccessivamente “buonista”. Ma non è così. Il richiamo alla “normalità”, specie di questi tempi, può avere infatti un carattere dirompente. “La mancanza di un opportuno confronto” sulla legge di bilancio (“la grande compressione del dibattito parlamentare”) non è certo prassi abituale e quindi diventa motivo di profondo disagio per il presidente. Lo stesso discorso vale per la “tassa sulla bontà” imposta al volontariato o per l’uso improprio delle forze armate (con probabile riferimento alla proposta della giunta Raggi di destinare i soldati a riparare le buche di Roma). Minimi richiami, che però tracciano la strada.

C’è di più. Il presidente è entrato in un terreno da troppo tempo incolto, quello della speranza. “Dobbiamo guardarci dal confinare sogni e speranza alla sola stagione dell’infanzia, come se questi valori non fossero importanti nel mondo degli adulti – ha detto Mattarella solleticando quel “fanciullino pascoliano” di cui s’è perso il significato reale: i sogni non sono un’esclusiva dell’infantilismo, cioè dell’immaturità e dell’eccessiva semplificazione di linguaggi sempre più aridi, della forzata evasione e della vanificazione del potenziale umano, della rassegnazione e di una condizione di passività e di annullamento intellettuale di cui purtroppo abbiamo esempi in ogni dove; viceversa la speranza è collegata a quel proficuo e spontaneo dinamismo proprio dei bambini, curiosi e percettivi, puri e consolatori, creativi e vitali, portati alla fratellanza e alla conciliazione, intuitivi e autentici. Non solo noi adulti abbiamo in gran parte perso queste risorse, ma la società tende sempre più ad “adultizzare” i nostri giovanissimi, corrompendone le potenzialità in liturgie caricaturali e pseudospettacolari, con emozioni bruciate nel giro di pochi secondi.

Al di là dei numeri di spread e manovre, forse dovremmo tornare ad interrogarci anche su questo, raccogliendo il prezioso invito del primo cittadino.

(Domenico Mamone)

Check Also

Senza evasione, debito pubblico quasi dimezzato

Quando un sindacato propose di ritirare il passaporto a coloro che non fossero in regola …