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La nuova Pac: meno soldi, ma più sfide

Domenico MamoneA causa del calo dei contributi a disposizione dell’Unione europea, conseguenza dell’uscita del Regno Unito con la Brexit, la Politica agricola comune (Pac) nel bilancio Ue 2021-2027 sarà più magra. La Commissione europea ha ufficialmente proposto nei giorni scorsi una dotazione di 365 miliardi di euro, 43,3 in meno rispetto alla Pac 2014-2020 (408,3 miliardi). La sforbiciata è di circa il 15 per cento. A causa di questi tagli alla Pac, l’agricoltura italiana riceverà il 6,9 per cento in meno, cioè mancheranno all’appello 2,7 miliardi di euro rispetto alla precedente programmazione.

L’Italia è il quarto Paese per ammontare di finanziamenti comunitari destinati all’agricoltura, con 36,3 miliardi previsti dalla riforma della Pac. In testa c’è la Francia (62,3 miliardi), poi la Spagna (43,7) e la Germania (quasi 41 miliardi).

Nel dettaglio, all’Italia andrebbero 24,9 miliardi erogati sotto forma di pagamenti diretti, 8,9 miliardi allo sviluppo rurale e 2,5 miliardi riservati alle misure di mercato.

Importante sarà la maggiore flessibilità nell’uso dei fondi assegnati, assicurata dalla Commissione. Ad esempio, gli Stati potranno trasferire fino al 15 per cento dei fondi Pac dai pagamenti diretti allo sviluppo rurale e viceversa, per assicurare il finanziamento delle proprie priorità. Inoltre potranno trasferire un ulteriore 15 per cento dal pilastro 1 al pilastro 2 per le spese relative alle misure climatiche e ambientali (senza cofinanziamento nazionale).

Saranno maggiormente favorite le aziende agricole di piccole e medie dimensioni (il commissario all’Agricoltura, Phil Hogan, ha proposto un tetto agli aiuti a 100mila euro, con riduzioni progressive e con l’obbligo di usare le risorse risparmiate per indirizzarle alle aziende più piccole) e i giovani agricoltori, a cui andrà almeno il 2 per cento della dotazione nazionale degli aiuti diretti. Almeno il 30 per cento dei fondi per lo sviluppo rurale dovrà andare ad azioni per il clima. La Commissione ha infine anticipato che nel nuovo bilancio comunitario per il 2021-2027 saranno disponibili dieci miliardi per la ricerca e l’innovazione in agricoltura, circa il triplo della dotazione attuale.

L’aspetto, però, che riteniamo più strategico sarà quello legato all’innovazione, cioè alla digitalizzazione della vita rurale, alla banda larga, ai big data, ai dati satellitari. L’agricoltura ha già imboccato la strada delle nuove tecnologie – l’agricoltura di precisione è caratterizzata proprio da queste – e la Pac dovrà tenere conto delle conoscenze più recenti, soprattutto nello sviluppo di progetti di ricerca non solo nell’agricoltura e nello sviluppo rurale, ma anche nell’alimentazione e nella bioeconomia.

(Domenico Mamone)

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