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Agricoltura di montagna: arriva “bollino” di riconoscimento

L’agricoltura di montagna è ormai uno dei fiori all’occhiello del comportato produttivo del nostro Paese.È un settore, infatti, che vale oltre 9 miliardi di euro, di cui 6,7 negli Appennini e 2,4 nelle Alpi, e che è riuscito a dare occupazione al 10% nelle province alpine, tanto da fargli valere il suo “bollino” di riconoscimento. Il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, infatti, ha presentato a Sondrio il marchio identificativo del regime di qualità “prodotto di montagna” realizzato dal Mipaaf: un logo verde con una montagna stilizzata e potrà essere utilizzato sui prodotti che seguono il disciplinare di qualità stabilito a livello comunitario. A porte usufruire del nuovo marchio saranno tutte quelle materie prime che provengono essenzialmente da zone montane e nel caso degli alimenti trasformati, quando trasformazione, stagionatura e maturazione hanno luogo in montagna.

“Il nostro obiettivo – ha spiegato Martina – è valorizzare meglio il lavoro dei produttori delle zone montane. Parliamo del 17% del totale delle imprese agricole italiane e di un terzo degli allevamenti. L’economia agricola della montagna è un pilastro fondamentale per la tenuta dei nostri territori, anche contro il dissesto idrogeologico”.

“Penso alla scelta di aumento dei fondi – continua il ministro – degli aiuti diretti europei passati da 2 a quasi 3 miliardi di euro complessivi fino al 2020. E all’aiuto accoppiato che ha destinato circa 30 milioni di euro all’anno agli allevatori delle aree montane e all’aiuto straordinario di 14 milioni di euro erogato come misura di contrasto alla crisi del prezzo del latte”. Ma ha fatto la sua perte anche il Testo unico delle foreste “che dopo anni imposta una strategia di gestione e valorizzazione dei nostri boschi. Ora è cruciale dare continuità a questo lavoro, perché il futuro delle nostre montagne è il futuro di una parte importante della nostra identità”, conclude Martina.

(GT)

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