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Decreto Dignità: contratti, giochi, sport. Ecco tutte le misure

decreto dignità

 

Il parlamento ha approvato in via definitiva il decreto dignità. A dare cormo al decreto sono quattro capito fondamentali che riguardano Fisco, lavoro, giochi e sport dilettantistico.

Ecco le misure nel dettaglio:

TEMPO DETERMINATO: massimo 24 mesi per il tempo determinato, dopo i primi 12 vanno indicate le causali, senza il contratto diventa automaticamente stabile. Ogni rinnovo a partire dal secondo ha un costo contributivo aggiuntivo dello 0,5%, escluso il lavoro domestico. Ridotte da 5 a 4 le proroghe. La stretta vale anche per i contratti a termine in somministrazione, esclusi i portuali.

VOUCHER: Potranno essere utilizzati dalle aziende alberghiere e le strutture ricettive che operano nel settore del turismo, con alle dipendenze fino a 8 lavoratori.

BONUS PER ASSUNZIONI STABILI: Prorogato nel biennio 2019-20 il bonus assunzioni al 50% dei contributi fino gli under 35 (non solo per gli under 30 come previsto dalle vecchie norme). Lo sconto vale per tre anni, tetto massimo 3.000 euro. Dovrebbe favorire 62mila nuove assunzioni nel biennio.

INSEGNANTI – Sono salvi, per il prossimo anno, docenti in possesso di diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002. Inoltre è prevista una procedura concorsuale straordinaria orale, che dovrà essere bandita dalle regioni, per coprire la parte di posti vacanti. Viene anche eliminato il termine massimo complessivo di durata previsto, per i contratti a tempo determinato del personale della scuola, per la copertura di posti vacanti e disponibili.

INDENNITA’ LICENZIAMENTO: In caso di licenziamento illegittimo le indennità passano da a minimo di 6 a un massimo di 36 mensilità. Ok a una modifica che aumenta l’indennità anche in sede di conciliazione (3-27 mesi).

DELOCALIZZAZIONE – Le imprese che hanno beneficiato di aiuti di Stato e che delocalizzano le proprie attività dovranno restituire quanto ricevuto. E’ prevista anche una sanzione, da 2 a 4 volte l’aiuto ricevuto. Inoltre vengono cancellati i benefici fiscali, per le aziende che non raggiungono gli obiettivi occupazionali promessi.

SPOT GIOCHI – Si vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse, nonché al gioco d’azzardo. Si introduce la locuzione ‘disturbo da gioco d’azzardo’ in luogo di ludopatia. Per i contratti di pubblicità in corso al 14 luglio 2018 (data di entrata in vigore del decreto-legge in esame) si prevede che continui ad applicarsi la normativa previgente, fino alla loro scadenza, e comunque per non oltre un anno dalla medesima data. Per chi non rispetta il divieto è prevista una multa pari al 20% del valore della sponsorizzazione o della pubblicità e, in ogni caso, non inferiore a 50 mila euro per ogni violazione.

GIOCO COME SIGARETTE – Logo ‘no slot’ per chi elimina le macchinette, tessera sanitaria obbligatoria per giocare, come per le sigarette, e scritta, anche sui Gratta e Vinci, “il gioco nuoce alla salute”. Tra le novità anche un maggiore aumento del Preu per finanziare il bonus assunzioni. Inasprite le sanzioni per chi viola il divieto di pubblicità sul gioco d’azzardo, che dal 2019 anche per le sponsorizzazioni: previste multe del 10% del valore della sponsorizzazione o della pubblicità, da un minimo di 50.000 euro”. Salvi i contratti in essere per non più di un anno.

 SPESOMETRO E SPLIT PAYMENT: stop al trattenimento diretto dell’Iva da parte dello Stato per i professionisti. Il calo del gettito è coperto sempre dal rincaro del Preu sui giochi e da fondi Mise e Mef. Rinviate le scadenze dello spesometro. Entra nel decreto anche il rinvio dell’obbligo di fattura elettronica per i benzinai al primo gennaio.

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