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Manovra, ultime battute prima dell’ok definitivo. Ecco tutte le novità

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Arriva l’ok della commissione Bilancio sulla manovra economica, che ha dato ha dato il mandato ai relatori per riferire in Aula su un maxiemendamento visto che il governo si è già riservato la possibilità di porre la fiducia.

Adesso l’esame dell’assemblea di Montecitorio comincerà domani sera ed è probabile che la richiesta di fiducia arrivi giovedì.

In attesa che si concluda l’iter, continua il faccia a faccia tra l’Italia e l’Unione europea, per questo è proprio il ministro Tria che ribadisce la delicatezza del momento e ammonisce che ora servono “decisioni politiche” in “tempi stretti” per evitare la procedura. Intanto il premier Conte afferma: “Con Bruxelles tratto solo io e la manovra può cambiare. Per le riforme serve più tempo”.

Guardando lo specifico della manovra si notano alcune modifiche.

Cambia il congedo per le neomamme lavoratrici: un emendamento della Lega dedicato alle politiche delle famiglia approvato dalla commissione Bilancio della Camera stabilisce che, dopo aver ottenuto il permesso del medico, chi vorrà potrà rimanere al lavoro fino al nono mese, portandosi ‘in dote’ l’intero periodo di astensione di 5 mesi a dopo il parto.

Aumenta da 1.000 a 1.500 euro l’anno il bonus per l’iscrizione agli asili nido pubblici o privati. La misura nata con la legge di bilancio 2017 viene estesa con l’incremento fino al 2021. Lo prevede un emendamento della Lega dedicato alla famiglia approvato dalla Commissione bilancio della Camera. A partire dal 2022 sarà invece un Dpcm a determinare l’importo, comunque non inferiore a 1.000 euro su base annua.

“Sulla manovra – ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini – stiamo lavorando nell’interesse degli italiani” e gli emendamenti “li concordiamo con il Parlamento, siamo una Repubblica parlamentare, ci pagano lo stipendio gli italiani. Ascoltiamo l’Unione europea ma i nostri datori di lavoro sono gli italiani ed io voglio aiutarli a pagare meno tasse ed a lavorare di più. Il dialogo con Bruxelles – ha aggiunto – è importante ma i nostri azionisti sono 60 milioni di italiani”.

“Dal 2019 i liguri pagheranno meno al distributore senza rinunciare alla messa in sicurezza del territorio. Il Governo si impegna a coprire il gettito proveniente da quella imposta nella stesura definitiva della Legge di Stabilità”. Lo dichiara in una nota il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, dopo il ritiro nella notte dell’emendamento sulle accise in Liguria. “D’accordo con il vice-ministro all’Economia Massimo Garavaglia – spiega – abbiamo verificato la possibilità di coprire con fondi nazionali le somme stanziate sul dissesto idrogeologico e coperte dal 2011 con le accise sui carburanti della Liguria”.

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