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Rapporto Bankitalia avverte: se continua instabilità rischi per banche e assicurazioni

I buoni del tesoro pluriennali (Btp) perdono soprattutto gli acquirenti stranieri. E’ quanto scrive la Banca d’Italia nel Rapporto sulla stabilità finanziaria. Nel dettaglio i disinvestimenti hanno ridotto la quota degli investimenti esteri di circa tre punti percentuali, scesa al 24%, nel secondo trimestre.

Il Rapporto si occupa anche dell’impatto dello spread sulle banche italiane, che ha effetti amplificati sugli istituti più piccoli. L’indicatore di liquidità per le banche è sceso a ottobre a 15,5 rispetto al 17,1 dello scorso maggio.

Da maggio il valore medio dei titoli italiani si è ridotto di circa il 9 per cento riflettendo «il forte rialzo dei premi per il rischio derivante dalle incertezze sull’orientamento delle politiche economiche e di bilancio», come rileva Bankitalia, secondo cui «le quotazioni dei titoli pubblici italiani hanno incorporato un rischio di ridenominazione del debito significativo, che non si riscontra in altri paesi dell’area dell’euro».

Il calo dei titoli di Stato «ha determinato una riduzione del valore della ricchezza finanziaria delle famiglie» del 2 per cento (poco meno di 85 miliardi) nei sei mesi a giugno, e «negli ultimi mesi il peggioramento dei corsi azionari e obbligazionari si sarebbe riflesso in un’ulteriore perdita di valore di circa l’1,5 per cento», aggiunge  Bankitalia, ricordando che nella crisi del 2011 un aumento dello spread di 100 punti base ha fatto salire di 30 punti base i tassi sui mutui alle famiglie.

Si continua quindi a puntare l’indice contro la legge di bilancio. Se determinerebbe, nelle valutazioni ufficiali, una maggiore crescita rispetto al tendenziale di circa 0,6 punti percentuali nel 2019, il caro-spread «rischia di vanificare l’impulso espansivo atteso dalla politica di bilancio». Infatti si potrebbe arrivare a bruciare nove miliardi di euro in un anno, dopo i cinque previsti per il 2019, se lo spread rimanesse intorno a quota 300. Ma diverse previsioni indicano intorno a 370 il valore per la prossima primavera se dovesse rimanere questa situazione di scontro e di isolamento da parte dell’Italia.

Lo spread rischia di colpire anche la solvibilità delle assicurazioni. «Le compagnie di assicurazione sono un settore «particolarmente esposto al rischio sovrano». Gli indici di solvibilità delle compagnie sono «in media ampiamente al di sopra dei minimi regolamentari; hanno però registrato una consistente riduzione», scrive sempre Bankitalia, avvertendo che «eventuali ulteriori forti svalutazioni dei titoli avrebbero effetti rilevanti sulla posizione di solvibilità delle assicurazioni».

Il Rapporto ricorda che il settore è particolarmente esposto alle fluttuazioni dei titoli pubblici italiani, in cui investe il 34% degli attivi: secondo le stime un aumento dei rendimenti dei titoli di Stato di 100 punti base ridurrebbe mediamente il valore dei fondi propri delle compagnie del 28%.

(Gi.Ca.)

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