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Reddito di cittadinanza: via alle domande

Ai nastri di partenza la fase operativa del Reddito di cittadinanza, la misura messa in atto dal governo per favorire, attraverso un sostegno economico e formativo, l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro.

E’ scattata mercoledì 6 marzo 2019 la possibilità di presentare la richiesta presso gli Uffici postali, i Caf-Centri di assistenza fiscale convenzionati e online, sul sito dedicato, per chi è in possesso di SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale.

È importante ricordare che, prima della presentazione delle domande, sarà indispensabile aver richiesto l’Isee ed esserne già in possesso.

Infatti, questo indicatore è uno degli elementi fondamentali per verificare il diritto al beneficio che è legato anche a requisiti su cittadinanza, patrimonio immobiliare e finanziario e reddito dichiarato.

Riguardo i tempi, il ministero del Lavoro ricorda che il periodo di presentazione delle domande, per essere inseriti nel programma dal mese di aprile, è compreso tra il 6 e il 31 marzo e che non c’è un criterio temporale per l’ammissione della domanda.

Entra dunque nel vivo il provvedimento fortemente voluto dal ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, il cui obiettivo è dare un “aiuto per formarsi, trovare lavoro e per tornare attivi nella società”. La filosofia ispiratrice della misura, infatti, passa attraverso il miglioramento dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro, l’aumento dell’occupazione e il reinserimento sociale delle persone. 

Del resto il governo da tempo ribadisce gli obiettivi di questa misura: rilanciare l’occupazione, contrastare la disuguaglianza e l’esclusione sociale, garantire il diritto al lavoro, alla formazione e all’istruzione. Il reddito di cittadinanza è contenuto nel decreto legge n. 4 del 28 gennaio 2019, pubblicato il giorno stesso in Gazzetta ufficiale.

L’aiuto economico, che permette di integrare il reddito familiare, è fortemente collegato ad azioni di politica attiva, come l’attivazione di percorsi formativi o l’inserimento lavorativo. Per i nuclei familiari costituiti esclusivamente da uno o più componenti di età pari o superiore a 67 anni, il reddito di cittadinanza assume la denominazione di pensione di cittadinanza.

Il reddito di cittadinanza è riconosciuto ai nuclei familiari in possesso di una serie di requisiti legati a condizione economica, patrimonio e reddito dichiarato. Nel dettaglio, essi devono:

  • avere cittadinanza italiana o europea oppure essere in possesso di un permesso di soggiorno, o risiedere in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo;
  • avere un Isee (Indicatore di Situazione Economica Equivalente) aggiornato inferiore a 9.360 euro annui;
  • possedere un patrimonio immobiliare (diverso dalla prima casa) non superiore a 30.000 euro e un patrimonio finanziario non superiore a 6.000 euro (quest’ultimo può essere incrementato in base al numero dei componenti del nucleo familiare e alla presenza di eventuali disabilità);
  • avere un reddito familiare inferiore a 6.000 euro annui, moltiplicato per il corrispondente parametro della scala di equivalenza (per il calcolo consultare l’apposita sezione del portale). Il reddito può essere elevato a 9.360 euro nei casi in cui il nucleo familiare risieda in un’abitazione in locazione.

Il beneficio può arrivare fino a 9.360 euro annui, in considerazione dei parametri dichiarati.

Qual è, in dettaglio, l’iter da seguire?

Occorre presentare domanda online attraverso il portale dedicato oppure presso tutti gli uffici postali o i Centri di assistenza fiscale, compreso l’Enasc dell’Unsic.

Dopo aver ricevuto la domanda, l’Inps verificherà i requisiti entro dieci giorni lavorativi dalla richiesta; entro i successivi cinque giorni, in caso di esito positivo della verifica, l’Istituto riconoscerà il beneficio che sarà erogato attraverso un’apposita carta di pagamento elettronica (Carta Rdc) emessa da Poste italiane. In seguito sarà comunicato quando e in quale ufficio postale si potrà ritirare la Carta.

Oltre all’acquisto di beni e servizi di base, la Carta consentirà di effettuare prelievi di contante entro un limite mensile non superiore a 100 euro per i nuclei familiari composti da un singolo individuo (incrementato in base al numero di componenti il nucleo) ed effettuare un bonifico mensile in favore del locatore indicato nel contratto di locazione o dell’intermediario che ha concesso il mutuo. È vietato l’utilizzo del beneficio per giochi che prevedono vincite in denaro o altre utilità.

Entro 30 giorni dal riconoscimento del diritto al reddito di cittadinanza, il cittadino sarà convocato dal Centro per l’impiego per sottoscrivere un Patto per il lavoro, iniziando così un percorso personalizzato di inserimento lavorativo o formazione. Le condizioni per essere convocati prevedono che nella famiglia richiedente almeno uno tra i componenti sia in possesso di uno tra i seguenti requisiti: assenza di occupazione da non più di due anni; età inferiore a 26 anni; essere beneficiario della NASpI ovvero di altro ammortizzatore sociale per la disoccupazione involontaria o averne terminato la fruizione da non più di un anno; aver sottoscritto negli ultimi due anni un Patto di servizio in corso di validità presso il Centro per l’Impiego.

Nel caso in cui il bisogno del richiedente sia complesso, saranno i servizi dei Comuni competenti per il contrasto alla povertà a valutare il percorso di attivazione sociale e lavorativa e stipulare il Patto per l’inclusione sociale, coinvolgendo anche gli altri enti territorialmente competenti.

L’offerta di lavoro che viene considerata congrua è la proposta in linea con il curriculum e all’interno di un certo raggio chilometrico dalla residenza del beneficiario. In particolare:

  • nei primi 12 mesi la prima offerta di lavoro potrà arrivare entro 100 km o 100 minuti di viaggio. Se viene rifiutata, la seconda offerta potrà arrivare entro 250 km e se anche questa viene rifiutata, la terza offerta potrà arrivare da tutta Italia;
  • dopo il primo anno, la prima offerta potrà arrivare entro i 250 km (come la seconda), mentre la terza da tutta Italia;
  • dopo i 18 mesi tutte le offerte potranno arrivare da tutto il territorio nazionale.

Per le famiglie con persone disabili, le offerte di lavoro non potranno mai superare i 250 km di distanza.

Il beneficio non riguarda solo il cittadino, ma anche l’impresa. Sono previste diverse tipologie di incentivi per le imprese che assumono i beneficiari del Reddito di cittadinanza a tempo pieno e indeterminato e per i beneficiari del Reddito di cittadinanza che avviano attività imprenditoriali. 

E’ importante, dunque:

  • fare richiesta dell’Isee presso i Caf;
  • richiedere Spid (Sistema Pubblico di Identità Digitale) indispensabile per fare la domanda online. Spid è il sistema di autenticazione che permette a cittadini e imprese di accedere ai servizi online della pubblica amministrazione e dei privati aderenti con un’identità digitale unica.

(Gia.Cas.)

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