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Cinema, Ischia Film Festival 2018: da Salvatores a Verdone. Ecco il programma completo

ischia film festival 2018

Il grande cinema sbarca ad Ischia. Dal 30 giugno fino al 7 luglio si rinnova l’appuntamento con Ischia Film Festival 2018, la manifestazione cinematografica giunta alla sua sedicesima edizione che andrà in scena nella straordinaria location del Castello Aragonese.

Tanti in nomi di prestigio che calcheranno il palco in questa dieci giorni dal sapore nostrano e internazionale, in un susseguirsi di film, eventi ed incontri. Nomi importanti come quelli da “poker d’assi” calato dagli organizzatori Michelangelo Messina, storico fondatore, e Boris Sollazzo, critico cinematografico: parliamo del premio Oscar Gabriele Salvatores, di Gabriele Muccino, che torna sull’isola a un anno dal set di A Casa tutti bene, di Carlo Verdone, che festeggia i 40 anni dall’esordio tv in Non-Stop e di Peter Greenaway, con l’anteprima di The Greenaway Alphabet diretto da sua moglie Saskia Boddeke.

Questa però è solo la ciliegina sulla torta. L’Ischia Film Festival 2018 può contare su numeri record: 113 opere, 33 anteprime (tra gli altri,  Gringo con Charlize Theron e la folle commedia Io, Dio e Bin Laden con Nicolas Cage, cui si aggiunge una serata speciale con le otto rapinatrici di Ocean’s 8), 78 incontri e 30 paesi presenti, dal Nepal al Burkina Fasu, più il meglio del cinema italiano dell’ultimo anno nella sezione Best of, con premio assegnato dal pubblico.

Ma andiamo con ordine. Mai come quest’anno il festival dedicherà gran parte della sua programmazione allo sport (forse per sopperire alle mancanza dei ragazzi azzurri ai mondiali): verrà ricordato e raccontato il 1968 grazie alla voce e lo stile di Federico Buffa, uno dei più bravi e coinvolgenti storyteller sportivi: un viaggio in 5 tappe per rivivere gli eventi di quegli anni, intrecciando lo sport con la Storia. Passiamo poi a un documentario sul mito del calcio inglese George Best e a un film di pugilato e lotta contro una vita infame come Sambà. In Je so’ pazzo ritroviamo come scenografia un murales, mitico, che ritrae nel Rione Materdei a Napoli, Che Guevara e Maradona.

E se, su 10 titoli del Concorso Internazionale, ben tre parlano italiano (Il cratere di Luca Bellino e Silvia Luzi, L’età imperfetta di Ulisse Lendaro, Hotel Gagarin di Simone Spada), colpisce la crescita di quella sezione, paradossalmente, dedicata alla Location negata. È nata, ha spiegato Boris Sollazzo, “per raccontare quei luoghi non accessibili come il Nepal o l’Ilva, dove a sparire è la possibilità di lavorare”. Si va dal corpo “negato” del Peggie di Rosario Capozzolo alla dignità tolta nei campi della Puglia per La giornata di Pippo Mezzapesa, fino alla patria del rifugiato afgano di Revenir di David Fedele e Kumut Imesh.

“Solo nel racconto del cinema attraverso il territorio – sostiene Michelangelo Messina – è possibile valorizzare i messaggi, far conoscere la nostra casa e comprendere insieme culture e luoghi deversi dai nostri”. Il festival delle location punta di più sulla propria regione, facendo diventare la sezione Scenari Campani competitiva – anche grazie al sostegno fondamentale della Regione Campania e al nuovo sponsor BPER Banca, che ne premierà il vincitore – mentre la IQOS Lounge sulla Terrazza della Caffetteria del Monastero del Castello Aragonese continuerà a essere un luogo di confronto e scambio prima dell’inizio delle proiezioni, una sorta di piazza delle idee, di fronte a un panorama mozzafiato, dove gli addetti ai lavori intesseranno nuovi rapporti e magari progetti. Allo stesso modo aumenta paesi e continenti di provenienza delle opere selezionate.

Rimangono le scommesse vinte lo scorso anno: Under the Sky, che dalla serialità si concentra ora sui prodotti cinematografici prodotti da Sky Sport e Sky, così come l’allargamento del concetto di location alle piattaforme di fruizione dell’arte cinematografica e a luoghi che dimostrano di essere fondamentali nella scrittura, pur non rappresentando scenografie culturali, storiche o reali.

Presenti anche i The Jackal, con la loro particolarissima visione di un pianeta astronave così come Gatta Cenerentola e la sua Napoli animata e distopica. Entrambi rappresentano l’evoluzione del concetto alla base di un festival che non ha mai smesso di innovarsi.

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