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Paneveggio (Trento): suonano gli strumenti costruiti con il legno della “Foresta dei violini”

TrentoNon capita tutti i giorni di ascoltare un concerto con strumenti costruiti con il legno che è cresciuto a poche centinaia di metri di distanza. È accaduto a Malga Premesseria, un luogo incantevole che si trova nel cuore del Parco Naturale di Paneveggio. L’occasione è stata la prima uscita ufficiale della neonata associazione “Amici della Liuteria” di Trento, che ha tra gli scopi principali la promozione e la diffusione della cultura liutaria in particolare per strumenti ad arco e a pizzico.
La nascita del sodalizio non è casuale ma è il frutto di oltre dieci anni di impegno nel settore della formazione ad opera dell’Istituto di Formazione Professionale Sandro Pertini di Trento dove è attivo, nella sede di Villazzano, un corso di liuteria. Protagonisti del concerto sono stati tre giovani musicisti che hanno dato voce a violini e chitarre costruiti dai soci dell’associazione stessa. Ad ascoltarli c’era anche il governatore del Trentino Ugo Rossi.
Filippo Ghidoni con la riproduzione di una chitarra modello Torres di Claudio Brusco, Davide Sberze con un violino modello 1709 Stradivari di Maurizio Migazzi e Aldo Vindimian con un violino modello Dorn Ruschen-Stradivario di Silvio Casetti hanno proposto al pubblico un repertorio che si è adattato perfettamente alla suggestione del fienile di antica origine dato in uso, un tempo, al Premissario, il sacerdote che officiava la prima messa, poi usato come deposito di fieno dai braccianti agricoli della Stazione demaniale di Paneveggio ed infine, dal 2006 al 2008, ristrutturato per conto della Provincia autonoma di Trento, dal Servizio Foreste e fauna e successivamente curato e gestito dall’Agenzia provinciale delle foreste demaniali. Finora la sala era solita accogliere al suo interno operatori e funzionari pubblici per incontri, seminari e riunioni, ma da alcuni anni è aperta al pubblico e ai suoni speciali di legni straordinari che, tra i celebri abeti di risonanza di Paneveggio, hanno saputo esaltare l’arte e il talento di interpreti di grande levatura artistica e tecnica.
Tra il pubblico anche il presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi, salito fin quassù per constatare di persona gli ottimi risultati prodotti dai corsi di liuteria promossi dall’Istituto Pertini: “Un grande lavoro svolto dalla nostra formazione professionale che merita una maggiore valorizzazione, per questo lavoreremo affinché chi si impegna in questo settore possa avere un titolo di studio spendibile al di fuori dei confini provinciali”.
Come detto, il legno utilizzato per la costruzione degli strumenti proviene dalle secolari foreste di Paneveggio. Ne ha parlato con orgoglio il comandante del Corpo Forestale, Giuliano Giuliani. Gli abeti rossi costituiscono quasi il 90% degli alberi della foresta, associati all’abete bianco alle quote inferiori, al larice e al pino cembro a quelle superiori. Il sottobosco è costituito da un tappeto di mirtillo nero e rosso. Si racconta che fosse Stradivari in persona ad aggirarsi nella foresta di Paneveggio alla ricerca degli alberi più idonei alla costruzione dei suoi violini: abeti rossi plurisecolari il cui legno, grazie alla sua particolare capacità di “risonanza”, forniva la materia prima ideale per la costruzione delle casse armoniche. Il legno dell’abete rosso è infatti particolarmente elastico, trasmette meglio il suono e i suoi canali linfatici sono come minuscole canne d’organo che creano, appunto, una particolare risonanza.
Per questo gli alberi vengono abbattuti in luna calante, tra ottobre e novembre, quando nel tronco c’è minor quantità di linfa. Gli alberi migliori si riconoscono per gli anelli di crescita molto sottili e perfettamente concentrici, con fibre diritte e fini e scarsa presenza di nodi. Cosi almeno crescevano nel Sei/Settecento grazie al freddo intenso della Piccola Glaciazione e alla mancanza di fenomeni di degrado e proprio di essi si servirono Stradivari e i liutai cremonesi i cui strumenti raggiunsero il massimo della musicalità.
Oggi è quasi impossibile trovare esemplari così perfetti, ma la richiesta di “abeti di risonanza” non manca e dà vita ad un commercio limitato ma significativo: qualche decina di metri cubi all’anno in parte utilizzati dagli artigiani della fabbrica di tavole di risonanza per pianoforti di Tesero e dai liutai cremonesi, in parte esportati in Giappone, paese leader al mondo nella costruzione di tavole armoniche. Nello spazio racchiuso tra le antiche travi incastrate a block-bau della Baita, la musica è stata gustata in un naturale e crescente silenzio, in un’atmosfera intima e magica che chiudeva gli occhi a chi suonava e a chi ascoltava. E ad occhi chiusi si potevano vedere i grandi alberi, gli abeti rossi che producono le preziose tavole di risonanza dei migliori strumenti a corda, i legni di Paneveggio che a pochi passi dalla Baita Premessaria sono cresciuti in un luogo di rara ed affascinante bellezza.
(Gi.Ca.)

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