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Novità 2018 per le imprese: incontro all’Unsic di Acri (Cosenza)

Acri1Il 2018 sarà un anno di importanti novità per quanto riguarda gli aiuti alle imprese esistenti, i finanziamenti a nuove imprese giovanili e le misure di sostegno alle persone economicamente disagiate. Se ne è parlato ad Acri lo scorso 22 dicembre durante il seminario informativo dal titolo “Più impresa, più lavoro” che si è svolto all’interno dell’assemblea di fine anno dell’Unsic territoriale di Cosenza.

All’incontro sono intervenuti Carlo Franzisi, presidente dell’Unsic di Cosenza, Michele Mercuri, esperto di finanza agevolata, Pasquale Nigro, presidente Confidi Calabria, Alex Franzisi, direttore provinciale del patronato Enasc  e, in rappresentanza della direzione nazionale Unsic, Nazareno Insardà.

Da gennaio l’Unsic territoriale di Cosenza, grazie alla partnership con Confidi, sarà operativa per quanto riguarda l’attivazione di fondi specifici per la prevenzione del fenomeno dell’usura. «In tema di prevenzione del fenomeno dell’usura, Confidi può attivare i fondi in favore delle imprese in situazioni di elevato rischio finanziario che non riescono facilmente ad ottenere l’accesso al credito. Ovviamente viene valutata, di volta in volta, la capacità di ripresa dell’azienda che fa domanda», spiega Pasquale Nigro, presidente di Confidi Calabria.

Acri2L’ultima misura presa dal Governo in favore dei giovani imprenditori del Meridione  si chiama Resto al Sud,  dedicata, in particolare, ai giovani che vogliono avviare una propria piccola e media impresa.

«Dal 15 gennaio è possibile presentare le domande ad Invitalia. – chiarisce Michele Mercuri, esperto di finanza agevolata – L’incentivo prevede un finanziamento fino ad un massimo di 40 mila euro per ciascun richiedente, con una quota a fondo perduto del 35 per cento e il restante 65 attraverso un prestito a tasso zero da restituire in 8 anni.  Nel caso di richieste in forma societaria l’importo massimo del finanziamento erogabile è pari a 40 mila euro per ciascun socio fino ad un massimo di 200 mila euro».

Prenderà il via dal 1° gennaio il Reddito d’Inclusione (Rei), una nuova forma di contrasto alla povertà e alla disoccupazione che consente alle famiglie con un basso reddito di ricevere un sussidio mensile, partecipando ad un piano per il reintegro nel mondo lavorativo.

«Per poter richiedere il Rei  – illustra Alex Franzisi, direttore provinciale del patronato Enasc – bisogna necessariamente avere un valore isee non superiore a 6.000 euro (nonché mantenere taluni requisiti reddituali e di patrimonio mobiliare ed immobiliare); inoltre, il nucleo familiare deve obbligatoriamente rispettare almeno una tra le seguenti condizioni: presenza di un minorenne, presenza di una persona con disabilità e di un suo genitore o tutore legale, presenza di una donna in stato accertato di gravidanza da più di 4 mesi, presenza di una persona disoccupata con un’età superiore ai 55 anni.  Il reddito di inclusione non è tuttavia un regalo – precisa il direttore del patronato – occorrerà infatti rispettare gli obblighi sanciti da un progetto personalizzato, organizzato dai servizi sociali comunali e sottoscritto all’accettazione del Rei. Qualora gli obblighi previsti non vengano rispettati si incorrerà in sanzioni che partono dalla decurtazione di una mensilità sino ad arrivare alla revoca completa del beneficio economico».

(Gi.Ca.)

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