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Unsic Acri e Assaporagionando per la promozione e lo sviluppo del territorio

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La direzione dell’Unsic provinciale di settore e l’associazione nazionale Assaporagionando hanno incontrato l’amministrazione comunale e la Pro loco di Acri per discutere di nuovi precorsi di promozione e sviluppo del territorio. Un tavolo tecnico, quello che si è formato presso la sede Unsic di Acri il 18 maggio scorso raccogliere idee e progetti e creare sinergie tese a realizzare iniziative concrete. Il dottore Giovanni Misasi, commissario della delegazione provinciale dell’Ordine nazionale dei biologi, nonché membro della direzione Unsic, ha presentato al sindaco di Acri, Nicola Tenuta, il progetto “Borghi della salute” atto a promuovere la mediterraneità come stile di vita, intesa non solo come salute fisica ma come miglioramento della qualità in toto. Lo scopo del progetto è quello di creare un “marchio di specificità” in cui si sintetizzano i valori della “salute”, del “benessere” e della “giusta alimentazione”.  La finalità è di far entrare Acri in un raggruppamento di comuni, con specifiche peculiarità e requisiti, immettendolo in un circuito di centri di particolare pregio e, soprattutto, di attrazione turistica e sociale. “La tutela della competitività e della riconoscibilità dei prodotti alimentari, insieme alla salvaguardia della salute del consumatore – commenta Carlo Franzisi, presidente dell’Unsic provinciale di settore – sono obiettivi che l’Unsic intende perseguire con l’ambizioso progetto dei Borghi della salute, con convinzione ed investimenti, obiettivi che si concretizzano nella costruzione di un sistema di riconoscimento e valorizzazione dei prodotti definiti tradizionali”. Il sindaco Tenuta ha dunque, espresso la volontà di collocare i buoni propositi dell’Unsic in un contesto di recupero del centro storico, in connessione con le attività e le funzioni in essi promuovibili che sta mettendo in piedi l’amministrazione: “L’obiettivo comunale è quello di valorizzare maggiormente il patrimonio culturale e ambientale delle realtà in cui si vive, combattendo il degrado sociale al fine di creare un circolo virtuoso, che generi un ritorno d’immagine positivo per la nostra comunità”. Il consigliere comunale acrese Pietro Lupinacci, per ragionare sui temi del recupero e della valorizzazione dell’identità locale ha ribadito la necessità di un confronto su soluzioni ed esperienze concrete: “è’ emerso che le prospettive, che abbiamo di fronte, potranno essere molto più ambiziose, se la popolazione locale saprà finalmente valorizzare ciò che di buono ha da offrire la nostra terra e farlo diventare strumento di sviluppo del territorio; si possono avere importanti opportunità puntando sull’elevata qualità ecologica: ad Acri, ad esempio, più della metà del terreno è favorevole alla coltura del castagno, una risorsa da poter utilizzare per creare occupazione e turismo gastronomico”. Altra riflessione è stata affidata a Fabio Presta, membro Unsic e responsabile commerciale di Cozac, azienda storica calabrese riconosciuta per la produzione dei salumi dop calabresi. Presta ha evidenziato alcune caratteristiche del settore che rappresenta: “l’allevamento suino è rappresentato da pochissime aziende ad alta tecnologia e da un numero sempre minore di imprese di tipo familiare. Ciò contrasta con la tradizione di Acri che ha sempre vantato la produzione di eccellenti insaccati che sicuramente troverebbero un mercato ricettivo. Gli ultimi esemplari della razza suina calabrese, il nero, da cui si è sviluppata quella tradizione degli salumi, rappresentano un’inestimabile patrimonio genetico, che conta pochi esemplari in Calabria ma che merita l’attenzione e l’interesse di tutte le autorità. Investire in questo campo, mantenendo standard di qualità, partendo dalla giusta attenzione all’alimentazione degli animali, agli allevamenti all’aria aperta in zone incontaminate, sino ai processi di macellazione e lavorazione delle carni, ma anche di commercializzazione e di promozione, potrebbero assicurare in futuro un indotto, fonte di lavoro e di occupazione ed a tutela della qualità e della identità delle nostre produzioni alimentari”. La Calabria può ambire a raggiungere un maggiore benessere, puntando sulle risorse proprie, rese disponibili. Il presidente della pro loco di Acri, Gennaro Russo ha illustrato l’esempio Puglia: “Una regione del Sud che dei prodotti agroalimentari ne ha fatto il suo punto di forza, come strumento di promozione e di sviluppo turistico”. La vera sfida resta, dunque, la valorizzazione dei prodotti tradizionali, lavorando all’interno di quell’ampio bacino di prodotti tipici che hanno in comune valori di qualità, di cultura alimentare, di radicamento nel territorio geografico, sociale e produttivo.  “L’auspicio – ha commentato il presidente di Assaporagionando, Emilio Servolino – è che tutti i soggetti realmente interessati allo sviluppo del sistema produttivo calabrese sostengano le nostre iniziative in modo corale e con fattivo aiuto per la loro realizzazione ed il loro successo”.

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