lunedì , Maggio 20 2019
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Il M5S e quell’irresistibile avversione per gli automobilisti

Sulle prime, la notizia del possibile rincaro delle tariffe per i parcheggi nelle strisce blu della Capitale e addirittura l’eliminazione di quelle bianche per i parcheggi liberi, cioè degli spazi riservati alla sosta gratuita, è apparsa l’ennesima fake news. Ma coloro che seguono attentamente le dinamiche del Movimento Cinque Stelle non si dovrebbero stupire più di tanto dell’ennesimo progetto finalizzato non tanto ad incrementare le casse del Comune di Roma (o di “Roma Capitale”, se si preferiscono etichette più altisonanti), nel vecchio binomio “Tassa & cassa”, quanto per disincentivare l’uso dell’automobile in una sorta di delirio luddista.

E’ noto, infatti, che nelle fila – sempre più assottigliate – del Movimento Cinque Stelle si ritrovano molti “ambientalisti”, soprattutto quelle della “vecchia ora”. Orfani di un partito verde, anomalia tutta italiana (in Germania i Verdi sono di nuovo in crescita), ma giustificata dalle non esaltanti esperienze di governo dei Verdi ad inizio millennio, specie nelle stagioni di Alfonso Pecorario Scanio al dicastero dell’Agricoltura e successivamente proprio dell’Ambiente).

Nulla, ovviamente, contro l’ecologismo puro, coerente, documentato, aperto al confronto, che richiama l’attenzione sulla salvaguardia dell’ambiente e delle riserve naturali. Ma l’ecologismo in città è spesso un’altra cosa: una contrapposizione frontale contro le maggioranze, siano esse costituite da automobilisti (molti dei quali “forzati” a prendere l’auto) sia da utenti di mezzi pubblici.

Chiariamo subito: riteniamo legittima la richiesta di piste ciclabili, benché in molte città italiane vengono realizzate soprattutto per non perdere i contributi economici comunitari. Ma va bene lo stesso, nonostante Roma non sia proprio una città ideale per le due ruote. I problemi emergono quando tale esigenza diventa pretesa e sfocia in atteggiamenti prevaricatori, come se un automobilista fosse colpevole di utilizzare uno strumento oneroso sia in termini economici sia di rischi per la salute.

E’ insomma inconcepibile, secondo noi, che l’attuazione di provvedimenti tesi a favorire la mobilità sostenibile debba accompagnarsi a vere e proprie crociate contro gli automobilisti. A furia di tagli di parcheggi, rincari, estensione degli orari per la sosta a pagamento, limiti fisici alle auto, domeniche ecologiche. Le due cose non possono proprio convivere?

Nella contrapposizione, tra l’altro, a rimetterci sono proprio le legittime istanze del mondo a due ruote. Tanti automobilisti, ma anche conducenti di autobus, sono ormai i più acerrimi nemici dei ciclisti, che sembrano aver scalzato i tassisti in questo ruolo.

Occorre infine tenere presente che la popolazione italiana, compresa quella italiana, sta invecchiando velocemente. A Roma, ad esempio, sono residenti ben 630mila persone con età superiore ai 65 anni. Davvero si pensa di “convertire” tutta questa gente all’uso forzoso della bicicletta?

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