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Sicilia: grande successo per la Xlll edizione della Fiera della Montagna

Grande successo per la Xlll edizione della Fiera della Montagna, di S. Giovanni Gemini e Cammarata. Sono stati quattro giorni intensi dove sono andate in scena le eccellenze dei prodotti agricoli dei paesi dei Monti Sicani. Tra questi Pasquale Marino, responsabile della Condotta Slow Food Monti Sicani, insieme a Tonino Rizzico e Sebastiano Tosto, quest’ultimi della Rete degli Ovinicoltori, hanno presentato il formaggio “Pecorino di masso”.

Si tratta di un formaggio dimenticato tra i meandri della moderna globalizzazione e che le due associazioni vogliono riportare in auge. Un formaggio pecorino che aveva una tecnica di stagionatura analoga al metodo che veniva usato, fino a circa trent’anni addietro, dai pastori della cittadina di Cammarata, cioè all’interno di magazzini ricavati nella roccia della cavità naturali di glauconite della montagna cammaratese, ecco perché il nome “Pecorino di masso”.

Attorno al “Pecorino di masso” la condotta Slow Food dei Monti Sicani vuole realizzare un presidio, inoltre ci sono una serie di progetti per il recupero di alcune vecchie case di Cammarata che ancora hanno queste antiche sale di stagionatura; pecorino di masso che fa parte dell’identità di un territorio e della storia millenaria dei Monti Sicani.

Il formaggio è stato presentato per la prima volta dalla delegazione Slow Food Monti Sicani al Salone del gusto di Torino del settembre scorso. Questo formaggio, dice Sebastiano Tosto, “Non ha solo la prerogativa del metodo di affinamento, ma si avvale di alcune antiche tecniche di lavorazione, inoltre, le temperature sono particolari, così i tempi di lavorazioni, ed anche la salatura”.

Quindi, un prodotto nuovo pescato nella memoria della tradizione. Pasquale Marino tiene a precisare che “il Pecorino di masso è prodotto da latte di pecore belicine e che si avvantaggiano di essenze pabulari di pascoli dislocati a diverse altitudini, questo influisce sulla qualità del latte, inoltre l’affinamento è di circa un anno a contatto con la pietra che lo rendono alquanto singolare, vengono così esaltate le note floreali, alcune proprietà microbiologiche specifiche e durante l’estate, proprio per le basse temperature della camera di stagionatura, non suda mantenendo integro la pastosità e il sapore intenso del latte”.

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