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Covid-19, storico discorso alla nazione di Elisabetta II: “Ci incontreremo di nuovo”

“Vi parlo in un tempo che so essere di crescente difficoltà. Un tempo di sconvolgimento nella vita del nostro Paese che ha portato dolore ad alcuni, problemi economici a molti ed enormi cambiamenti nella vita quotidiana di tutti noi”. Come una madre verso i suo figli, così la regina Elisabetta, quasi 94 anni, ha voluto parlare al popolo britannico in un discorso televisivo straordinario sull’emergenza coronavirus registrato nei giorni scorsi dal castello di Windsor.

È un richiamo all’unione quello che la Regina lancia ai milioni di sudditi in collegamento, in quello che è il quinto discorso alla nazione tenuto nei suoi 65 anni di regno infinito, il più lungo nella millenaria monarchia inglese, Elisabetta, che ha battuto pure il record secolare della Regina Vittoria.

Di solito la sovrana parla agli inglesi solo il giorno di Natale per i tradizionali auguri. Altrimenti, in ossequio alla regola aurea della monarchia, fin dalla Glorious Revolution del 1688, che Elisabetta rispetta alla lettera, i re inglesi non si immischiano mai nelle vicende politiche del paese.

L’ultima volta che la sovrana aveva parlato ai sudditi era stato 18 anni fa: nel 2002, in occasione della morte della mamma, la Regina Madre, Elizabeth Bowes-Lyon moglie di Giorgio VI vissuta fino a 102 anni. La volta precedente, anch’esso un discorso storico ma per tutt’altri motivi, fu per un’altra morte quella di Lady Diana, nel 1997. Prima di allora, Elisabetta aveva parlato nel 1991, per la prima Guerra del Golfo contro Saddam Hussein.

“Sono sicura che la Nazione si unirà a me a garantire che quello che fanno è altamente apprezzato. Voglio ringraziare anche quelli tra voi che continuano a restare a casa per proteggere voi e gli altri. Ci aiutate molto”.

Insieme, dice la Regina, “vogliamo attaccare la malattia. Spero che nei prossimi anni tutti possano sentirsi orgogliosi di come abbiamo affrontato la sfida. E quelli che verranno dopo di noi diranno che i Britannici che hanno affrontato questo momento erano i più forti». Che tutti sappiano agire in modo da poter essere «orgogliosi negli anni a venire”.

Un riferimento all’ “orgoglio per quello che siamo” che “non è parte del nostro passato, ma definisce il nostro presente e il nostro futuro”, ha aggiunto Elisabetta II, ricordando gli applausi agli operatori sanitari come “espressione del nostro spirito nazionale”.

C’è stato anche spazio per un ricordo insieme pubblico e privato: il primo discorso alla radio pronunciato dall’allora principessa Elisabetta, insieme alla sorella Margaret, nel 1940 e rivolto “ai bambini che erano stati evacuati a causa della guerra e mandati via per la loro stessa sicurezza”.

“Quella di oggi è una sfida diversa, ma sempre segnata da un penoso senso di separazione. Sentiranno isolamento, ma ora come allora è la cosa giusta da fare” continua la Regina. “Ci uniamo a tutti i Paesi del mondo in uno sforzo comune, usando le tecnologie e l’empatia. Il nostro successo sarà merito di tutti noi. Avremo molto da fare ma vivremo giorni migliori”, dice ancora Elisabetta II. “Ci incontreremo di nuovo. Per ora voglio inviare la mia gratitudine a tutti voi”.

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