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Covid, il vecchio continente in trincea: secondo lockdown per Francia e Germania

macron

Francia da venerdì in lockdown. Ad annunciarlo il presidente francese Emmanuel Macron visti i numeri impietosi delle ultime settimane dei nuovi positivi, che ieri hanno toccato i 36.437 contagi, secondo il bollettino serale di Santé Publique France. Una cifra che resta di diverse migliaia al di sotto della fine della settimana scorsa, quando fu superata quota 50.000. Le vittime sono 244, per un totale di 35.785 decessi dall’inizio della pandemia. Il tasso di positività è fissato al 18,6%.

Numeri questi che non lasciano molti margini di attesa e che fanno constatare al presidente francesi di essere “sommersi” evocando uno scenario di “almeno 400.000 morti in più” entro qualche mese se non si fa nulla contro questa seconda ondata, sicuramente “più dura e letale della prima”. E così da venerdì Bar, ristoranti, negozi, tutto rimarrà chiuso per un mese almeno. Saranno vietati i raduni pubblici e non ci si potrà spostare da una regione all’altra. A differenza del primo lockdown però le scuole rimarranno aperte, il lavoro potrà continuare anche se le imprese dovranno tutte varare norme per lo smart working. Le fabbriche, le aziende agricole, le istituzioni e gli uffici pubblici continueranno a funzionare Le case di riposo e gli ospizi potranno essere visitati.

Così dopo l’Italia, anche se in modo più soft, anche la Francia chiude. Ma seguiti a poca distanza dalla quasi totalità degli stati europei. Infatti, nella stessa giornata in cui Macron annunciava le sue chiusure, anche Angela Merkel comunicava ai tedeschi che dal 2 novembre la Germani si preparava ad affrontare un secondo lockdown e per tutto il mese, saranno chiusi ristoranti, bar, locali e luoghi dedicati ad attività ricreative e d’intrattenimento, come cinema, teatri, sale da concerto. Stop anche agli sport di squadra, chiusi i centri di cosmetica e di massaggi. Scuole e asili restano invece aperti, visto che come specifica la Cancelliera “non siamo nella situazione di marzo”. E in questo contesto le funzioni religiose ad esempio non vengono sospese. L’obiettivo è far appiattire di nuovo la curva e rendere di nuovo rintracciabili i contatti.

Ma è tutto il vecchio continente a stare dietro le barricate. Chiusure sono previste anche in Spagna, ma per il momento soltanto a livello regionale. Dati preoccupanti anche in Gran Bretagna dove Boris Johnson prosegue con la strategia annunciata due settimane fa: non un lockdown generale, ma chiusure con “tre livelli” di gravità delle restrizioni a seconda delle zone del Regno. Chiusure poi anche in Svizzera, Irlanda, Olanda, Portogallo e in molti altri paesi.

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