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Gran Bretagna: Johnson dice no al 5G di Huawei

5G

Huawei non parteciperà alla fornitura del servizio 5G in Gran Bretagna. La decisione formalizzata in prima istanza dal Consiglio di Sicurezza nazionale presieduto dal premier Boris Johnson, è stata poi annunciata in Parlamento dal ministro della Cultura, del Digitale, dei Media e dello Sport, Oliver Dowden, allineando così il Regno Unito alla posizione dell’alleato americano.

L’inversione di marcia del governo inglese, che in passato aveva valutato favorevolmente un cauto accordo con il colosso cinese, si profila come una scelta coraggiosa, incurante dell’eventualità di dover affrontare le possibili minacce di ritorsioni commerciali di Pechino, in un momento così delicato per il Paese d’oltremanica che in futuro dovrà fare i conti anche con le conseguenze economiche della Brexit.

“Una decisione che riflette un consenso internazionale crescente ed una consapevolezza del fatto che Huawei rappresenta una minaccia per la sicurezza nazionale visti i suoi legami con il Partito comunista cinese – ha dichiarato Robert O’Brien, consigliere per la sicurezza nazionale di Donald Trump.

La reazione dell’azienda di telecomunicazioni di Shenzhen non si è fatta attendere e Ed Brewster, portavoce di Huawei Uk, ha commentato il ripensamento del governo di Boris Johnson come “una decisione deludente ed è una cattiva notizia per chiunque abbia un telefono cellulare nel Regno Unito. E’ una scelta che “non fa avanzare, ma fa restare indietro” il Regno sul fronte tecnologico, ha aggiunto Brewster, invitando Johnson a tornare sui suoi passi.

Il ministro Dowden ha precisato che la disposizione alla rimozione entro il 2027 di tutte le componenti ancora attive fornite da Huawei alle reti britanniche (incluso il 4G) negli ultimi quindici anni, è maturata dopo un’attenta analisi dei rischi  da parte del governo inglese e delle agenzie d’intelligence per valutare l’impatto sulla sicurezza nazionale britannica delle sanzioni aggiuntive imposte di recente dall’alleato americano contro l’azienda cinese.

“Abbiamo sempre valutato Huawei come un fornitore ad alto rischio e siamo stati chiari dall’inizio che il National Cyber Security Centre avrebbe riesaminato la sua indicazione laddove necessario – ha sottolineato Dowden.

In risposta, Huawei ha rassicurato sul fatto che le restrizioni Usa possano avere un impatto “sulla sicurezza dei prodotti” forniti Oltremanica e ha denunciato su come la questione sia stata “politicizzata” da Washington.

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