martedì , Settembre 29 2020
Home / Comunicazione / Omaggi ai Borghi d'Italia / Guardiagrele, la “città di pietra” ospita la cinquantesima Mostra dell’Artigianato Artistico Abruzzese

Guardiagrele, la “città di pietra” ospita la cinquantesima Mostra dell’Artigianato Artistico Abruzzese

Al via anche quest’anno la “Mostra dell’artigianato artistico abruzzese”, giunta alla sua cinquantesima edizione, presso il Palazzo dell’Artigianato di Guardiagrele, delizioso borgo della provincia chietina.

Le porte della mostra saranno aperte ai visitatori fino al 23 agosto ma per chi non potrà recarsi in Abruzzo e fosse interessato ai pregevoli manufatti realizzati dagli artigiani locali, potrà godersi un virtual tour pubblicato sui canali social dell’ente organizzatore ed acquistare le creazioni artistiche attraverso la nuova sezione di e-commerce, ideata per l’occasione.

La nuova veste digitale, nata dalla necessità di raggiungere il maggior numero di persone nonostante il momento d’incertezza che stiamo vivendo, segna “un traguardo importante che ci fa guardare al passato con orgoglio e che ci proietta verso il futuro. Per gli artigiani, infatti, è importante uscire dalle botteghe, esporre il proprio saper fare, catturare l’attenzione di tante persone – ha affermato il presidente dell’Ente mostra artigianato artistico abruzzese, Gianfranco Marsibilio. Al netto delle incertezze, legate al contesto di difficoltà che vive l’artigianato artistico (e non solo questo), siamo fiduciosi in un’evoluzione del settore, fatta di nuove tecnologie dalla produzione, fino alla vendita”.

La mostra sarà aperta tutti i giorni dalle ore 10,30 alle 12,30 e dalle ore 16,00 alle 23,00. A sottolineare l’importanza dell’evento, organizzato ormai da 50 anni, l’Ente, ad inizio del percorso espositivo, ha voluto rendere omaggio all’arte orafa e agli artigiani storici. Nella prima sala troviamo un tributo ai maestri orafi abruzzesi, con opere che spaziano dall’arte ecclesiastica al decoro, dalla lavorazione a sbalzo alla filigrana tipica delle Presentose, gioielli tradizionali femminili. La seconda stanza è dedicata invece ai pezzi storici di importanti artigiani, realizzati tra la fine del 1800 e il 1970 con ceramiche, ferro battuto, capitelli in pietra, lavorazioni del legno e tessuti. 

Ma Guardiagrele non è solo la patria di sublimi e raffinati artigiani, primo fra tutti l’artista quattrocentesco Nicola da Guardiagrele, orafo, incisore e pittore. E’ anche un incantato borgo medievale, decantato da D’Annunzio nella sua opera “Il trionfo della morte” come “città di pietra”, un piccolo centro incastonato ai piedi del complesso montuoso della Majella, “la madre che vi guarda e vi benedice in eterno” come recita un’iscrizione su un muro di rocce nei pressi del paese.

Abitato sin dall’epoca protostorica, subì la dominazione longobarda, come testimonia il torrione ancora in piedi nel centro storico, da cui deriva il suo nome (warda sta per guardia, Guardia di Grele). Durante il Medioevo fu colonizzato dai Benedettini che eressero un loro monastero e passò sotto la reggenza del Regno di Napoli, trasformandosi in una piazzaforte militare del re. Fu proprio durante il Medioevo che il borgo assunse le caratteristiche attuali, sviluppando la sua vocazione per l’artigianato artistico con la nascita di scuole di alta perfezione e la creazione di raffinati manufatti di arte orafa.

Ancora oggi, passeggiando tra le viuzze del centro storico, è possibile ammirare le antiche botteghe degli artigiani che lavorano il ferro battuto, la ceramica, il legno tornito, il rame lavorato, la pietra, il tombolo ed i gioielli. Al borgo medievale, delimitato dalle antiche mura e dai torrioni medievali, è possibile accedere dalla porta principale, porta San Giovanni o porta della Fiera, in evidente stile neoclassico.

Si prosegue verso il cuore del paese, dove si erge il duomo di Santa Maria Maggiore, in perfetto stile gotico abruzzese, la cui facciata è interamente costituita da pietra della Majella, affiancata da due portici arricchiti da affreschi rinascimentali, uno raffigurante San Cristoforo, l’altro la Madonna del Latte.

S’incontra poi la chiesa di San Francesco, ex complesso conventuale trecentesco, con accanto il chiostro che ospita il museo del costume, dove sono esposti oggetti e documenti a testimonianza dell’operosità artigiana della Guardiagrele a cavallo tra ‘800 e ‘900, ed il museo archeologico con i reperti della necropoli protostorica recuperati dalla vicina Comino, risalenti ad un arco temporale compreso tra la fine del X ed il III secolo a.C.

Lungo la via principale di Guardiagrele troviamo l’antica chiesa di San Nicola di Bari, che tradizione narra sia stata edificata sui resti di un tempio pagano, ristrutturata all’interno alla fine del ‘700 dalla famiglia nobiliare Ugni in perfetto stile barocco.

Ci sono poi gli stucchi settecenteschi ed il crocifisso ligneo scolpito e dipinto nel ‘500 all’interno della chiesetta di Santa Chiara; il convento dei Cappuccini e la chiesa sempre di fine ‘500 con un sontuoso altare di gusto tardo barocco e la medievale chiesa di San Rocco, impreziosita in epoca successiva da sfarzose decorazioni barocche.

Tante sono le costruzioni religiose presenti dentro e fuori le mura, e tanti sono anche gli esempi di architettura civile di grande pregio come il principale edificio cittadino, palazzo Vitacolonna del 1700 in mattoni e pietra della Majella, che conserva ancora una sala nobiliare affrescata con un motivo ispirato alla mitologia classica.

Rilevante dal punto di vista architettonico è anche palazzo Marini, antica sede della zecca che vanta un elegante chiostro ed un portale di ingresso a ghimberga, con un motivo a sirena; il cinquecentesco ed elegante palazzo De Lucia; il barocco palazzo Elisii e palazzo Liberatoscioli, raro esempio di architettura liberty a Guardiagrele.

Il paese, vanta insomma un ricco patrimonio naturale, culturale ed artistico, non a caso inserito tra i borghi più belli d’Italia.

Check Also

monte dei cocci

Roma, apertura straordinaria del “Monte dei Cocci” a Testaccio

Apre al pubblico sabato 26 settembre il “Monte di Cocci” a Roma grazie all’iniziativa “Cosa …