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Rapporto Mercer: il neo della sostenibilità nel sistema pensionistico italiano

Mercer è una qualificata società di consulenza internazionale specializzata in progetti di health, wealth e careers, che lavora al fianco delle società clienti nella progettazione e delivery di soluzioni su misura per il capitale umano, i servizi attuariali e gli investimenti degli investitori istituzionali.

Oltre 28mila aziende nel mondo lavorano con Mercer.

La società, tra le molteplici attività, pubblica un indice, giunto al decimo anno, che analizza e confronta 34 sistemi pensionistici di altrettante nazioni.

La ricerca Melbourne Mercer Global Pension Index si pone l’obiettivo, attraverso il confronto, di suggerire best-practice internazionali, pur nella consapevolezza che ogni confronto diretto tra sistemi previdenziali può essere discutibile, poiché ogni sistema si è evoluto a partire dalle particolari circostanze economiche, sociali, culturali, politiche e storiche di quel Paese.

Il confronto tra i sistemi previdenziali viene condotto da dieci anni aggregando oltre 40 indicatori, con pesi relativi diversi, facenti capo a tre macro-aree: adeguatezza, sostenibilità e integrità.

L’indicatore adeguatezza comprende 11 item, tra i quali:

–           il livello delle prestazioni erogate per la media dei lavoratori;

–           la quota di risparmio individuale, mobiliare ed immobiliare;

–           la possibilità di intaccare il risparmio previdenziale prima della maturazione dei requisiti (come è possibile fare in Italia attraverso l’istituto dell’anticipo per il TFR o i fondi pensione).

La macro-area sostenibilità annovera otto indicatori. I principali:

–           la percentuale di adesione a fondi di previdenza complementare e a fondi pensione – in decisa crescita in Italia anno dopo anno, ma ancora a partire da una scelta individuale;

–           aspetti demografici, quali il gap tra l’età pensionabile e l’aspettativa di vita, o la fertilità media;

–           alcune evidenze macroeconomiche quali aspettativa di crescita e debito pubblico.

La macro-area integrità, infine, considera oltre 20 indicatori facenti capo a:

–           diversi elementi di normativa e governance del rischio pensionistico;

–           il livello di fiducia che i cittadini di ogni Paese hanno nel loro sistema.

Il valore dell’indice per ciascuno dei sistemi pensionistici presi in esame rappresenta la media ponderata di queste tre macro-aree; le ponderazioni utilizzate sono pari al 40 per cento per la macro-area “adeguatezza”, al 35 per cento per la macroarea “sostenibilità” e al 25 per cento per la macro-area “integrità”.

«L’Indice ha un approccio multipilastro – di ogni sistema previdenziale rendiconta cioè il “pilastro 0”, ovvero la previdenza minima garantita dallo Stato; il “pilastro 1”, ovvero la previdenza pubblica obbligatoria; il “pilastro 2”, ovvero la previdenza complementare collettiva; il “pilastro 3”, ovvero la previdenza complementare individuale e il “pilastro 4” ovvero i risparmi e altre entrate delle famiglie. L’Indice premia i sistemi-Paese che affiancano alla pensione pubblica un’elevata la partecipazione ai sistemi pensionistici integrativi (secondo e terzo pilastro), i sistemi a capitalizzazione, la diversificazione degli investimenti su scala globale; è fortemente influenzato dalle dinamiche del debito pubblico, dall’andamento demografico, della natalità e dalla partecipazione al mercato del lavoro – spiega Marco Valerio Morelli, amministratore delegato di Mercer Italia.

Come noto, le complesse tematiche demografiche continuano a rappresentare una sfida per i sistemi pensionistici di tutto il mondo. L’Indice, per “sistema pensionistico”, intende la somma complessiva di previdenza pubblica, complementare e del risparmio previdenziale, anche attraverso strumenti assicurativi e di risparmio gestito. La sua premessa metodologica prende in considerazione i sistemi previdenziali in senso ampio, ovvero l’insieme degli strumenti che garantiscono la gestione finanziaria dell’uscita dalla vita lavorativa per i singoli.

Purtroppo, come noto, l’Italia è per invecchiamento il terzo Paese al mondo e ciò peserà sempre più sul sistema previdenziale, specie nel prossimo futuro.

Quali risultati emergono dal lavoro di Mercer?

Sul podio salgono i Paesi del Nord Europa – quest’anno vincitori risultano i Paesi Bassi e la Danimarca, con punteggi pari a 80.3 e 80.2 punti indice rispettivamente. La Finlandia è al terzo posto (74,5 punti indice), seguono l’Australia (72,6) e la Svezia (72,5).

In fondo alla classifica troviamo l’Argentina.

L’Italia. attualmente, è in ventisettesima posizione, in quanto pesa proprio l’indice della sostenibilità, mentre continua a migliorare il proprio punteggio, grazie in particolare alla legge Fornero. Superando quella, si rischia di far precipitare il Paese di diverse posizioni nella classifica e di mettere a repentaglio equilibri già di difficile attuazione.

(Gia.Cas.)

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