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Sblocca-cantieri: i commenti di alcuni governatori

Sblocca-cantieri, una scommessa per far ripartire il Paese. L’incontro che i governatori hanno avuto con il governo ha fatto emergere la necessità di “un lavoro istruttorio molto complesso”, come ha sottolineato il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti. “Bisogna confrontarci oltre che sulle norme tecniche anche sulla volontà politica di andare avanti sulle grandi opere – ha dichiarato Toti. “Non c’è solo la Tav, ci sono molte opere da concordare” perché, ha aggiunto, “temo che il disallineamento tra le volontà del governo e molte regioni sia molto significativo”. Nessuna preoccupazione per “il ruolo futuro di Anac” che “continuerà ad esserci perché il decreto non depotenzia il ruolo di Anac per come ci è stato presentato. Semmai ad Anac – spiega Toti – verranno affidate anche delle valutazioni di pre-contenzioso per evitare l”arrivo di molte cause a Tar e Tribunali”, ma naturalmente “bisognerà vedere tutto questo come sarà scritto”.

Il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino è particolarmente attento alla questione della Tav: “Non se n’è parlato, anzi in una battuta il ministro Toninelli ha riconfermato che si tratta di un”opera sospesa, bloccata”. Comunque, ha continuato il governatore piemontese, “è stato un incontro utile perché, di fronte alla richiesta avanzata dal Piemonte e da altre regioni, il presidente del Consiglio e il ministro Toninelli si sono impegnati ad avviare incontri con le singole regioni per una ricognizione delle opere considerate strategiche, in modo da accelerarne la realizzazione”.

Per il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana,  “è stato un incontro costruttivo dal quale è emersa l’intenzione del governo di sbloccare cantieri ed opere che, per motivi differenti, si erano fermati. Le azioni annunciate saranno orientate a semplificare le procedure degli appalti, snellire i contenziosi e accelerare i processi di investimento. Tra i punti su cui il governo intende operare c’è la revisione del codice degli appalti – ha sottolineato il presidente – con particolare riferimento al ritorno di un regolamento unico, alla protezione della gestione dalla criminalità, e in assoluto alla semplificazione. Insieme all’Anci – ha proseguito – abbiamo evidenziato la presenza di nostre proposte per la revisione del codice degli appalti. Al tavolo bilaterale – ha concluso Fontana – la Lombardia tra le opere che necessitano di sblocco segnalerà fra le altre: Pedemontana Lombarda; il potenziamento della linea ferroviaria Rho-Gallarate; la linea ferroviaria Alta Velocità Brescia-Verona; il Collegamento SS11 Magenta-Tangenziale Ovest di Milano con tratto SS494 Abbiategrasso-Vigevano”.

“Il decreto è necessario – ha commentato il governatore toscano Enrico Rossi. “Lo leggeremo e capiremo se veramente riuscirà a raggiungere gli obiettivi di semplificazione, accelerazione e snellimento che si prefigge. Rimane però – ha proseguito Rossi – la necessità di fare chiarezza sulle opere su cui si vuole andare avanti. Ci vuole chiarezza politica se farle o non farle, che è poi il miglior modo per accelerarle. Da noi in Toscana ci sono tante opere ferme: opere che dipendono da interventi misti, da interventi dello Stato o di agenzie dello Stato che hanno concessioni”.

Rossi s’è soffermato in particolare sul confronto politico. “Serve una revisione normativa per accelerare e risolvere problemi aperti, anche sul contenzioso amministrativo che fiacca l’iniziativa delle pubbliche amministrazioni – ha detto il presidente della Toscana. “Ma è fondamentale che ci sia accordo politico sul fatto di realizzare le opere pubbliche. Se si alimentano polemiche e dubbi, ci si ferma”.

Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini oltre a ricordare le tre questioni di fondo sollecitate dalla Conferenza delle Regioni – snellimento e accelerazione delle procedure con interventi sul codice dei contratti pubblici, personale. e investimenti in particolare per la sanità, ha però ribadito che “prima ancora c’è un problema politico: e cioè che in Italia ci sono opere già progettate, finanziate e rapidamente cantierabili tenute però ferme dal governo e dalle contraddizioni interne alla sua maggioranza e questo non si risolve certo per decreto. In Emilia-Romagna abbiamo opere pronte per tre miliardi di euro, a partire dal Passante autostradale di Bologna, dalla bretella Campogalliano-Sassuolo e dalla Cispadana, che il governo può immediatamente sbloccare e che significano migliaia di posti di lavoro, maggiore competitività per i nostri territori e le nostre imprese e una maggiore sostenibilità, migliorando la viabilità e decongestionando gli spazi urbani”.

“Bisogna sempre stare attenti a mixare bene il tema burocrazia e legalità perché altrimenti si creano i presupposti per la corruzione”. Così il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. “Io penso che si possa fare di meglio rispetto all’attuale codice degli appalti: abbiamo capito che non è la panacea per tutti i mali, abbiamo visto che qualcuno comunque ha saputo destreggiarsi in modo poco legale rispetto a questo codice e poi bisogna avere operatività”.

“Il presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, sostiene anche lui che l’estrema burocrazia crea i presupposti perché comunque ci sia un substrato e su questo penso che siamo tutti d’accordo – ha aggiunto Zaia. “Ci vogliono leggi all’anglosassone chiare e poi cittadini che le rispettino: ce lo insegnano gli anglosassoni che sono severissimi sul fronte della corruzione, ma sono altrettanto semplici nello scrivere le leggi: questo è il salto di qualità che dovrà fare questo Paese”.

(Gia.Cas.)

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