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Carlos Santana, leggenda del rock, compie 75 anni

Alla vigilia dei suoi 75 anni, che compirà domani 20 luglio 2022, ha lasciato per l’ennesima volta tutti con il fiato sospeso. Non per le sue straordinarie esibizioni a cui ci ha abituato da decenni, ma per essersi accasciato su una sedia nel corso di un concerto in Michigan due settimane fa, durante il suo “Miraculous Supernatural 2022 Tour: Santana + Earth, Wind & Fire”. I medici sono intervenuti immediatamente e dopo venti minuti è stato portato via su una barella, coperto da un telone nero per il rispetto della privacy. In un comunicato stampa, il manager di Santana, Michael Vrionis, ha poi rassicurato tutti. Lo stesso Santana, sulla sua pagina Facebook, ha raccontato di non aver mangiato e bevuto per cui si è disidratato ed è svenuto. “Benedizioni e miracoli a tutti voi – ha scritto.

Carlos Santana continua ad essere in piena attività, riconosciuto universalmente come uno dei maggiori chitarristi della storia. Le sue esibizioni non lasciano mai indifferenti, con quel mix di tecnica, improvvisazione e forte spiritualità.

Di natali messicani (Autlan de Navarro, 60mila abitanti, è il suo comune di nascita) e origini spagnole, dal 1961 è negli Stati Uniti (in California). È figlio, con sei fratelli (Jorge sarà anche lui chitarrista), di un “mariachi”, cioè un suonatore vagabondo e nipote di un suonatore di corno.

Ha iniziato esibendosi proprio insieme al genitore, suonando già a cinque anni un violino e poi, ad undici anni, passando alla chitarra, che lo caratterizzerà come uno dei maggiori artisti dello strumento elettrico. Il suo genere rock è dallo stile inconfondibile e risente principalmente degli influssi latini, con le note lunghe e tenute, ma anche di una straordinaria contaminazione di generi, dal blues alla salsa.

Il successo ha inizio a metà degli anni Sessanta, quando dopo il primo contratto discografico è uscito “Santana”, che è diventato disco di platino. Parallelamente con la “Santana Blues Band” ha acquisito popolarità esibendosi nei locali. Nel 1968 è con Al Kooper, il tastierista collaboratore di Bob Dylan (con il quale Santana farà un tour negli anni Ottanta), ma anche di Jimi Hendrix e B.B. King, dei Rolling Stones e The Who.

Santana nel 1969 è tra i protagonisti della mitica kermesse di Woodstock, offrendo una storica esibizione classificata come “rock latino”, dove non mancano elementi mistici e religiosi. Ha usato una chitarra Gibson SG Special con pick up P90. Sono gli anni di “Abraxas”, con i brani “Black magic woman”, “Oye como va” e “Samba pa ti”, diventati leggendari, e ha raggiunto il primo posto delle classifiche americane per cinque settimane (quarto nel Regno Unito), vendendo quattro milioni di copie. Con l’album seguente, “Santana III” (con “Everybody’s everything” e “No one to depend on”), ci rimarrà per un mese e mezzo, vendendo due milioni di copie.

Con il quarto album, “Caravanserai”, anno 1972, si è avvicinato al jazz e alla fusion, mentre la sua spiritualità è esplosa in “Love devotion and surrender”. L’album “Borboletta” è del 1974, “Amigos” del 1976, quindi “Moonflower”, doppio album con molte tracce dal vivo (19, per un totale di 97 minuti).

Negli anni Ottanta ha pubblicato diversi singoli, da “Winning” del 1981 e “Hold On” del 1982, a “Freedom” e alla colonna sonora de “La Bamba” del 1986.

Nel 1993 ha fondato l’etichetta “Guts and Grace” e nel 1994 è tornato a Woodstock per il 25ennale del festival.

Del 1999 è “Supernatural”, tre dischi di platino, 25 milioni di copie vendute, con cui ha vinto il primo Grammy Award (otto soltanto con questo album).

Nel 2000 ha pubblicato “Shaman”, con i singoli “The game of love” e “Why don’t you and I”. Nel 2001 ha lavorato con Michael Jackson alla canzone “Whatever happens”, dall’album “Invincible”. Del 2005 sono “Possibilities” e “All that I am”.

Nel 2010 è uscito l’album “Guitar Heaven”, a seguire “Shape shifter” del 2012, con tredici brani di cui undici scritti dal chitarrista. “Africa speaks”, il suo trentaquattresimo album, è del 2019, in collaborazione con la cantante spagnola Buika.

Nella sua carriera ha venduto oltre ottanta milioni di dischi e ha vinto dieci Grammy Awards. Nel 1973 ha sposato Deborah King, figlia del musicista blues Saunders King ed ha avuto tre figli, Salvador, Stella e Angelica. Insieme alla moglie (con cui ha divorziato nel 2007, dopo 33 anni di matrimonio, risposandosi con Cindy Blackman), Santana ha fondato l’organizzazione nonprofit “The Milagro Foundation”.

Cinque indimenticabili concerti in Italia: il 28 maggio 1984 si è esibito all’Arena di Verona con Bob Dylan; nel 1998 ha suonato in piazza Mazzini a Viareggio, in occasione della cerimonia di apertura del Carnevale; il 12 luglio 2011 all’Arena Santa Giuliana di Perugia durante “Umbria Jazz”; il 21 luglio 2011 all’Arena della Vittoria di Bari; il 22 luglio 2011 presso il Teatro Antico di Taormina.

Due curiosità: nel 1994 con Franz Di Cioccio e Patrick Djivas della PFM ha composto la sigla d’introduzione dei programmi Mediaset, mentre nel 2006 ha collaborato con Eros Ramazzotti in una nuova versione di “Fuoco nel fuoco”.

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