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Cinema: in uscita il film premiato a Venezia dell’iraniano Jafar Panahi

S’intitola “Gli orsi non esistono (No bears)” il film di Jafar Panahi, premio speciale della giuria alla 79esima Mostra internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2022, distribuito nelle sale da Academy Two dal prossimo 6 ottobre. Il regista iraniano racconta due storie d’amore parallele. Due storie in cui gli amanti vengono osteggiati dalle forze della superstizione, dalle meccaniche del potere e da ostacoli nascosti e inevitabili. Mai più attuale. Doverosa la dichiarazione de La Biennale di Venezia che “unendosi ai messaggi provenienti da personalità e istituzioni di tutto il mondo, in particolare dopo la morte di Mahsa Amini, prosegue nel denunciare l’inaccettabile situazione attuale in Iran, dove non vengono rispettati i più elementari diritti umani e civili, e dove il popolo iraniano è sceso in piazza, marciando nelle strade, per protestare legittimamente contro un regime brutale e poliziesco. La violenta reazione alle spontanee e crescenti proteste nelle strade dell’Iran, con il concomitante blocco di Internet e dei social, impedisce ogni possibilità di comunicazione e di espressione agli artisti e ai cittadini di quel grande Paese, ai quali va la massima solidarietà. La Biennale di Venezia e la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, assieme agli altri festival e istituzioni culturali, devono diventare la voce di chi viene oppresso in modo violento e feroce fino all’omicidio. L’impegno assunto con il flash mob organizzato sul tappeto rosso all’ultima Biennale Cinema a sostegno dei cineasti imprigionati, si rafforza oggi con il pieno sostegno alle donne e agli uomini che coraggiosamente manifestano a rischio della propria vita per vedere riconosciuto il diritto alla libertà e ai diritti civili negati con la forza”.

E Jafar Panahi è uno di questi artisti che si è dovuto scontrare con l’oppressione del regime iraniano. Jafar Panahi, 62 anni, è un regista, sceneggiatore e montatore iraniano comunemente identificato con il movimento della New Wave iraniana. Dopo anni in cui ha realizzato cortometraggi e ha lavorato come aiuto regista per Abbas Kiarostami, Panahi viene conosciuto a livello internazionale grazie al suo primo lungometraggio, Il palloncino bianco (1995) premiato alla Quinzaine des Réalisateurs. Il film ha vinto anche la Caméra d’Or.

Panahi è diventato rapidamente uno dei più influenti registi iraniani. Nonostante i suoi film siano vietati nel suo paese, ha continuato a riscuotere consensi in tutto il mondo da parte degli studiosi di cinema e dai critici e ha ottenuto numerosi premi, tra cui il Pardo d’oro al Festival di Locarno per Lo specchio (1997), il Leone d’Oro al Festival di Venezia per Il cerchio (2000), il premio Un Certain Regard con Oro Rosso (2003) a Cannes e l’Orso d’Oro al Festival di Berlino per Offside (2006).

I suoi film sono noti per la prospettiva umanistica con cui osserva la vita in Iran, spesso incentrata sulle difficoltà dei bambini, le classi meno avvantaggiate e le donne. Dopo anni di scontri con il governo iraniano a causa dei suoi film (inclusi alcuni brevi arresti), Panahi è stato arrestato nel marzo del 2010 con la moglie, i figli e 15 amici con l’accusa di fare propaganda contro il governo iraniano. Nonostante il sostegno di registi, organizzazioni cinematografiche e organizzazioni per i diritti umani di tutto il mondo, nel dicembre del 2010 è stata emessa una sentenza che condanna Panahi a sei anni di carcere e al divieto per 20 anni a dirigere film, scrivere sceneggiature e rilasciare qualsiasi tipo di intervista con media iraniani o stranieri.

Durante l’attesa della sentenza di appello, e malgrado le ripercussioni sul suo arresto, Panahi ha realizzato This Is Not a Film (2011), un film documentario in forma di video-diario. Il film è stato contrabbandato fuori dall’Iran in una pennetta usb nascosta dentro una torta e proiettato al Festival di Cannes nel 2011. Nel febbraio del 2013 il Festival di Berlino ha presentato in Concorso Closed Curtain di Panahi e Kambuzia Partovi, per il quale Panahi ha vinto l’Orso d’Argento per la migliore sceneggiatura. Taxi (2015) è stato presentato in Concorso al 65esimo Festival di Berlino nel Febbraio del 2015 dove ha vinto l’Orso d’Oro per il Miglior film. Il suo ultimo film Tre volti (2018) è stato premiato per la Migliore sceneggiatura a Cannes 2018.

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