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Covid-19, Petrolio: crollo storico “sotto zero”. Costa meno di una bottiglia d’acqua

petrolio

Giornata da dimenticare. Non sono mai scese così in basso le quotazioni del petrolio che ieri, per la prima volta dal 1983 quando sono iniziate le rilevazioni, ha visto scendere “sotto zero” il costo dei barili. Tanto per capirci un litro varrebbe meno di una bottiglia d’acqua.

Nella serata di ieri le quotazioni, già crollate nel pomeriggio, accusano un calo senza precedenti. Il Wti (il greggio prodotto in Texas, riferimento per il mercato americano) crolla sotto un dollaro al barile accusando una flessione vicina al 95 per cento.

Il contratto con consegna a maggio è stato negoziato – sulla piattaforma Nymex – a meno 37,63 dollari. E adesso il calo è del 305 per cento.

A causare il crollo è stata la saturazione delle scorte e del calo della domanda legato alla crisi del coronavirus. Di greggio sul mercato ce n’è sicuramente in abbondanza, la recessione provocata dal coronavirus ha ridotto drasticamente la domanda e le riserve strategiche sono vicine alla saturazione, nonostante il taglio alla produzione operato da Opec+ e altri Paesi del G20.

Ma non solo. Come nota Bloomberg, poi, il contratto a maggio del Wti è in scadenza e questo ne assottiglia i volumi, esacerbando il crollo dei prezzi mentre il mercato si riposiziona sul contratto a giugno.

Oggi il mercato sembra in ripresa con il prezzo del petrolio americano che è rimbalzato in Asia tornando leggermente sopra lo zero.

Un barile di West Texas Intermediate (Wti) per le consegne di maggio viene commercializzato all’apertura dei mercati a 0,56 dollari, contro una chiusura ieri sera a New York di -37,63 dollari.

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