venerdì , Settembre 30 2022
Home / Comunicazione / Saperi / Crisi ucraina: gli industriali e l’alternativa al carbone

Crisi ucraina: gli industriali e l’alternativa al carbone

Il progressivo aggravarsi della situazione in Ucraina sta contribuendo ad evidenziare progressivamente una grande criticità del nostro Paese: la dipendenza energetica dell’Italia da altri Paesi, con la Russia che ci fornisce mediamente il 40% del nostro fabbisogno di gas metano.

Il carbone è stato evocato come l’alternativa più a portata di mano, ma ci sono anche altre possibilità ben più sostenibili sul piano ambientale, come spiegato dal presidente di Airec, Giuseppe Dalena: “Nell’attuale grave emergenza energetica il carbone è stato evocato come l’alternativa più a portata di mano ignorando l’esistenza di combustibili alternativi ben più sostenibili sul piano ambientale. È l’occasione giusta per ricordare che i combustibili solidi secondari (CSS), compresa una quota crescente di CSS-C ‘End of Waste’ di altissima qualità, possono essere utilizzati in parziale sostituzione al carbone nei processi di combustione nei cementifici e nelle centrali termoelettriche contribuendo a ridurre l’importazione di risorse fossili non rinnovabili ed il ricorso alla discarica per le frazioni non riciclabili. Esiste una professionalità maturata nonché una disponibilità di CSS a livello nazionale di almeno 1 milione di tonnellate: solo Airec rappresenta una potenzialità di 750.000 tons. È tempo di adottare un approccio più scientifico e meno improntato sulla propaganda ideologica per poter dare adeguate risposte agli obiettivi di sostenibilità che ci siamo prefissati”.

Dello stesso avviso il presidente di Confindustria Cisambiente Alessandro Della Valle: “L’ipotizzato ricorso alla riattivazione delle centrali a carbone segnerebbe una battuta di arresto nel processo di transizione energetica avviato. Confindustria Cisambiente si metterà a disposizione del ministero per fornire un monitoraggio delle possibili attività a sostegno delle necessità di reperimento di fonti alternative di energia da parte dei propri associati”.

In conclusione il direttore generale di Confindustria Cisambiente Lucia Leonessi dichiara: “Tutti i progetti ingegneristici ed i programmi immaginati da Confindustria Cisambiente, in attesa di autorizzazioni, semplificazioni e avvio da parte delle Istituzioni, sono stati già consegnati nelle opportune sedi regionali, in sede Ministeriale e riguardano l’energia da rifiuto con la garanzia che alcune grandi città possano addirittura arrivare alla totale autonomia tramite utilizzo di energia da rifiuto. Roma ne sarebbe un chiaro esempio”.

Check Also

Cinema: in uscita il film premiato a Venezia dell’iraniano Jafar Panahi

S’intitola “Gli orsi non esistono (No bears)” il film di Jafar Panahi, premio speciale della …