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In libreria “Audrey. Una vita, uno stile”

Intramontabile icona di stile ed eleganza, Audrey Hepburn è stata diva ed antidiva al tempo stesso. Tante le tappe importanti della sua vita ripercorse in “Audrey. Una vita, uno stile”, di Chiara Pasqualetti Johnson, uscito in libreria a fine novembre ed edito da White Star. Dall’infanzia segnata dall’atrocità della guerra, al planetario successo come attrice, al ritiro dalle scene per dedicarsi alla famiglia, fino all’impegno umanitario come ambasciatrice dell’Unicef, impegno portato avanti fino alla fine dei suoi giorni. Tutto questo nel volume biografico scritto dalla giornalista milanese, pubblicato in contemporanea in sei edizioni internazionali, arricchito da 150 splendidi ritratti che catturano la classe senza tempo della leggendaria protagonista di Colazione da Tiffany.

“Audrey Hepburn ha impersonato fin dal suo debutto un mix irresistibile di candore e charme. Ma dietro tanto successo c’era una montagna di lavoro, impegno e dedizione. Donne favolose come Audrey non esistono per caso, o per un colpo di fortuna. Benché nata in una famiglia agiata e cresciuta in un ambiente cosmopolita, era stata privata di un’infanzia felice dalle ristrettezze della guerra. Sognava di diventare ballerina, ma trovò la sua strada nel cinema, impersonando ruoli indimenticabili, come Holly Golightly in Colazione da Tiffany, la principessa Anna di Vacanze Romane, Eliza in My Fair Lady”, scrive l’autrice nella prefazione. In un’epoca in cui la femminilità aveva la sua dea in Marilyn Monroe, la Hepburn si impose con il suo fisico minuto e un sorriso disarmante. Alta, sottile, educata, sempre sorridente, conquistava attori e registi con lo sguardo da cerbiatta e i suoi modi gentili. Lontana dalle stravaganze e dai vizi hollywoodiani, era una vera professionista, disciplinata e colta.

Nel libro, accanto al testo, troviamo i ritratti firmati dai più celebri fotografi della storia, come Richard Avedon che ha definito l’immagine dell’attrice plasmando la sua carriera, ma anche le fotografie scattate sul set durante la produzione dei film e le locandine dei grandi successi cinematografici, oltre alle rare istantanee di famiglia che la ritraggono lontano dai riflettori, nella quotidianità.

Audrey Hepburn, inconsapevolmente e nella sua semplicità, ha dato vita a un nuovo stile, dettando la moda di quei tempi, arrivando fino ai giorni nostri. Lo “stile Audrey” fatto di pantaloni a sigaretta, ballerine rasoterra, scollature a barchetta, foulard annodati sapientemente e una frangetta sbarazzina ha fatto innamorare di lei la moda e viceversa. A cominciare dallo stilista Hubert de Givenchy, con il quale stabilì un sodalizio tra i più duraturi e straordinari della storia del cinema.

Si legge nel libro della Pasqualetti Johnson “Sapeva valorizzare in maniera straordinaria un fisico quasi androgino, indossando con la stessa classe un semplice dolcevita nero o gli strepitosi abiti di scena dei suoi film. Eppure, dietro ognuna di quelle meravigliose creazioni, traspare sempre l’anima di Audrey, a dimostrazione del fatto che non basta essere in grado di indossare bene un capo, ma si debba anche riempirlo di personalità. Molto più che semplici costumi, quegli abiti diventavano per lei una corazza in cui sentirsi protetta. Perché Audrey era una stella che non riusciva a vedere la propria luce. Non era la donna perfetta. Del resto, nessuna di noi lo è. Lei, però, era stata condannata dal suo stesso successo a impersonare un modello ideale da imitare e da ammirare, tanto che per molto tempo è stato vietato ricordare (o immaginare) cosa si nascondeva dietro il suo sorriso luminoso. Sotto quell’apparente serenità, in realtà era molto vulnerabile. La ferita provocata dall’abbandono di suo padre, quando era appena una bambina, non si era mai rimarginata, lasciandole un’immensa sete d’amore che contribuirà a fare di lei quel mito di delicata fragilità di cui tutti finivano per innamorarsi”.

A quasi trent’anni dalla scomparsa, avvenuta il 20 gennaio 1993,il suo fascino resta più attuale che mai, tanto da essere ancora oggi un modello di riferimento per le nuove generazioni, una diva senza tempo.

L’autrice – Chiara Pasqualetti Johnson, giornalista milanese, laureata in storia dell’arte, scrive di viaggi, arte e lifestyle per le principali riviste italiane. Per Electa e Rizzoli ha curato libri e collane di storia dell’arte moderna e contemporanea. Con la casa editrice White Star ha pubblicato nel 2018 Ritratti di grandi donne del nostro tempo, un volume illustrato dedicato alle figure femminili più influenti del Novecento, tradotto in 14 lingue. Con lo stesso editore nel 2020 è uscito Coco Chanel. La rivoluzione dello stile un bestseller tradotto in otto edizioni interazionali, così come Chanel N°5. Il profumo del secolo. Quest’anno è uscito Together. Ritratti al femminile, energia in movimento, un mosaico di 50 muse contemporanee, volti e voci esemplari di una rivoluzione destinata a cambiare per sempre gli stereotipi, imponendo la parità di genere in ogni campo. Nel 2021 è stata inserita da Forbes Italia tra le 100 Wonder Women dell’anno, donne di successo accomunate da leadership e creatività vincenti.

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