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In libreria un omaggio a “Renato Rascel. Un protagonista dello spettacolo del Novecento”

Autore originale, interprete raffinato e inconfondibile cantante, Renato Rascel ha saputo creare nelle sue imprevedibili performance un personalissimo stile, giocoso e riflessivo, incanalato sul fil rouge del surrealismo. Il 27 aprile si festeggia il 110ecimo anniversario della nascita del grande artista, che ha contribuito a innovare col suo linguaggio e la sua poetica un significativo pezzo di storia dello spettacolo italiano del Novecento.

In libreria, e sulle principali piattaforme digitali, arriva un omaggio a Rascel, un saggio che ne ricostruisce in dettaglio l’arte attraverso un viaggio contestuale nella storia dello spettacolo italiano. L’autrice, Elisabetta Castiglioni, che oltre 20 anni fa ne ha ricercato le tracce per archivi pubblici e privati, dedica ora al “Piccoletto” nazionale questo lavoro, convinta che la scrittura creativa rasceliana sia ancora attuale ed estremamente comunicativa. “RENATO RASCEL. Un protagonista dello spettacolo del Novecento”, pubblicato con Iacobelli editore, è un itinerario critico attraverso la genesi e i retroscena delle sue opere e performance in grado di farne emergere la poetica e l’unicità.

Forte di un inequivocabile stile e del suo talento di one man show, l’eclettico Rascel si è districato con nonchalance tra avanspettacolo, rivista, commedia musicale, prosa, cinema, televisione, musica leggera, materie differenziate di ogni capitolo di questo libro. Il suo personaggio stralunato e fanciullesco ha attraversato i più diversi generi dello spettacolo, instaurando un dialogo immediato col pubblico e spaziando dall’umorismo del “Corazziere” alla poetica dell’assurdo di Beckett e Jonesco, dalle commedie musicali di Garinei e Giovannini a canzoni evergreen, prima fra tutte Arrivederci Roma.

In questa ragionata biografia artistica – dove spiccano anche interessanti progetti inediti – si possono ripercorrerne analiticamente le varie tappe per cogliere la misura della sua grandezza.

“Nato nel 1912 e morto nel 1991, Rascel ricopre fulgidamente l’attività di musicista, interprete, regista, compositore, ballerino, cantante, autore – in pratica un affabulatore della propria poetica, stralunata ed elastica – dagli anni Trenta agli Ottanta, toccando indistintamente le corde comiche e drammatiche, senza mai pretese intellettualistiche.  Il suo umorismo garbato produceva un genuino benessere mentale e il suo impegno nell’affrontare ogni nuova avventura – tra teatro, cinema, radio, televisione, musica, giornalismo e favole per bambini – si rifletteva in un apprezzamento e sorriso del popolo che rispettosamente vi si rispecchiava, incantandosi, per poi imitarne le arguzie più originali e così facendo collaborare a costruire un parziale subconscio immaginifico collettivo. In ogni suo gesto, parola, azione e “riflessione” (come l’aver captato tra i primi la maestria eclettica di Gigi Proietti, tanto per fare un esempio) Rascel ha messo sia del suo che del nostro. Il percorso che ho voluto dedicargli è al contempo cronologico ma anche sincronico, diviso per i diversi linguaggi scenici che ha affrontato – sul palcoscenico come sul set e sul piccolo schermo – ed interfacciato costantemente dal suo genio musicale – autoriale e compositivo – e da un umorismo raffinato che sa tradursi in immediato gesto ammiccante, data la forza esplosiva della sua presenza scenica”. Elisabetta Castiglioni.

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