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Innovazione e giovani: l’Angi premia l’under 20 Valeria Cagnina

Appassionata di informatica e programmazione sin da bambina, a soli 11 anni  crea il suo primo robot, a 15 vola negli Usa al MIT di Boston al dipartimento di robotica e neanche maggiorenne fonda la sua prima azienda di robotica educativa. Valeria Cagnina è un piccolo genio digitale, premiata lo scorso 5 dicembre presso la sala monumentale della presidenza del Consiglio dei ministri nell’ambito della presentazione dei dati del Rapporto annuale sull’Osservatorio “Giovani e Innovazione” con un riconoscimento speciale, il Premio Angi Innovation Leader award in collaborazione con Acea.

Valeria, appena 18 anni e già insignita di importanti riconoscimenti internazionali. Nel 2018 è stata nominata tra le 50 Inspiring Fifty italiane. Nel 2019 è inserita da Forbes nei 100 Under 30 che cambieranno il futuro. Oggi insieme a Francesco Baldassarre, il suo socio, ha fondato OFpassiON, azienda di robotica educativa ed insegna a bambini, ragazzi e adulti in maniera divertente e creativa.

A margine dell’evento Infoimpresa ha incontrato Valeria.

Come nasce la passione per la robotica?

“Quando avevo 11 anni, partecipando al Coderdojo a Milano, un evento formativo dedicato ai ragazzi che vogliono imparare a programmare, vedo una semplice pianta digitale realizzata con Arduino di cui subito mi innamoro”, racconta Valeria. “Decido così di acquistare un kit di Arduino e, in brevissimo tempo, dopo aver realizzato i progetti iniziali, seguendo e modificando i video di Youtube, all’epoca solo in inglese, realizzo il mio primo robot in grado di muoversi evitando gli ostacoli. Scrivo la tesina di terza media utilizzando Facebook ed intervistando Luca Parmitano mentre era nello spazio, a dimostrazione di come la rete possa essere utilizzata anche dai bambini in maniera intelligente”.

Cosa ne pensi dei social, soprattutto dell’uso che ne fanno i giovani?

I social come internet stesso sono solo uno strumento che abbiamo a disposizione. Quindi siamo noi che scegliamo come utilizzarli. Secondo il nostro pensiero aziendale (riferendosi a Francesco, il suo socio, ndr), nella scuola dovrebbe esserci anche un percorso formativo in questo ambito che permetta ai ragazzi di capire che l’utilizzo dei social non consiste solo nel postare foto ma si può trovare un mondo, possono essere usati per contattare persone molto lontane da noi, anche famose, in modo sicuramente più semplice rispetto al passato. La nostra idea è quella di creare una scuola che insegni tutte le materie, dai tre anni fino ad arrivare al diploma, con il nostro metodo, per avere bambini che imparano divertendosi, sono felici di andare a scuola e lì costruiscono il loro futuro”.

Quale importanza ha avuto per te l’esperienza al Mit di Boston?

“A 15 anni ho trascorso la mia estate al MIT di Boston al Dipartimento di Robotica, all’interno della classe Duckietown in veste di senior tester. Il mio compito era quello di costruire un robot autonomo in grado di muoversi da solo all’interno di una città simulata, sul modello della Google Car, seguendo i tutorial universitari, migliorandoli e semplificandoli per renderli fruibili anche dai ragazzi delle superiori ed estendere il progetto. Lì ho conosciuto un mondo educativo completamente diverso da quello tradizionale, in cui s’imparavano cose anche molto complesse divertendosi. Il gioco era un elemento fondamentale. Per esempio, Duckietown era una città era popolata di paperelle di gomma, quelle che utilizzano i bambini per fare il bagnetto per capirci, dove però venivano impiegati principi molto articolati di computer vision e machine learning. Questa metodologia d’insegnamento veniva usata in tutti i dipartimenti del MIT di Boston”.

Che ruolo ha giocato la tua esperienza al Mit nella creazione di OFpassiON?

“Sicuramente è stata fondamentale. E’ al Mit che ho scoperto che l’educazione e l’apprendimento possono essere divertenti e giocosi e non bisogna per forza annoiarsi su un banco di scuola. Così, tornata in Italia, ho prima iniziato con qualche semplice lezione di robotica con pochi bimbi e poi a 16 anni ho istituito la mia scuola di robotica. A 18 anni appena compiuti fondo finalmente OFpassiON con Francesco Baldassarre, diventato mio socio, la nostra azienda di robotica educativa per insegnare soft skills come creatività, problem solving, leadership a tutti. Ci rivolgiamo a bambini e ragazzi ma non solo: team building aziendali in piccole, medie e grandi realtà come Cisco, Michelin, Enel, Allianz, Ibm, Electrolux e Disney. Partecipiamo ad eventi e fiere internazionali in Italia, in Europa e negli Usa. Oggi, continuiamo ad espanderci. Percorsi strutturati ed eventi a spot nelle scuole pubbliche e private, dimostrazioni in giro per il mondo, fiere, grandi eventi, laboratori e workshop ed utilizziamo la robotica che è la nostra passione per aiutare i Dreamers (gli studenti, ndr) ad essere curiosi, a scoprire e coltivare le loro passioni: fai ciò che ami e non lavorerai un solo giorno della tua vita!”.

Progetti per il futuro?

“Ci piacerebbe estenderci con degli ambassadors – spiega Valeria – anzi abbiamo già cominciato, per dare la possibilità al maggior numero di persone possibili di sperimentare le attività e d’imparare divertendosi con il nostro metodo. A lungo termine invece, abbiamo l’utopia di poter dare a tutti i bambini e ragazzi di ogni parte del mondo il diritto di ricevere un’educazione di qualità sia dal punto di vista scolastico che familiare”.

D’altronde, come ama ricordare sempre Valeria, “Niente è impossibile, con determinazione, impegno, fatica e duro lavoro si arriva dove si vuole: solo sul dizionario successo viene prima di sudore!”.

E noi glielo auguriamo.

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