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Mart di Rovereto: un “autunno caldo” con la regia di Sgarbi

Il Mart di Rovereto, il museo di arte moderna e contemporanea della città trentina, ci cui è neopresidente Vittorio Sgarbi, ha presentato il nuovo programma stagionale denominato “Autunno caldo”. Una panoramica di grandi mostre di carattere storico, prestiti provenienti dai maggiori musei internazionali, una grande produzione insieme al Guggenheim di Bilbao. Ma anche musica, danza, cinema, giornate gratuite e eventi per il grande pubblico.

Alla conferenza stampa di presentazione, Gianfranco Maraniello, dal 2015 direttore del Mart, ha evidenziato le caratteristiche del museo trentino: “La prima architettura italiana realizzata nel nuovo millennio per essere un polo museale inserito in un contesto paesaggistico di rilievo per costruire nuove ritualità culturali”.

Il neopresidente Vittorio Sgarbi ha presentato la stagione, in realtà “iniziata prima del previsto, in quanto non bisogna aspettare il 2020 per vedere il Mart di Sgarbi perché abbiamo già preparato un programma straordinario – ha detto il popolare critico d’arte.

Dal 20 settembre il palinsesto offre nuove grandi mostre, alcuni preziosi cammei, momenti di approfondimento, giornate di festa e appuntamenti per ogni tipologia di pubblico: famiglie, giovani, specialisti. La faranno da padrone l’arte moderna e contemporanea, ma non mancheranno audaci confronti con il passato e momenti di divulgazione scientifica. Fondamentali saranno le collaborazioni con grandi musei internazionali e italiani, ma anche con istituzioni e realtà del territorio coinvolte nella programmazione degli eventi.

La mostra chiave dell’autunno sarà quella dedicata a Isadora Duncan che il presidente ha definito “una figura dalla carica formidabile, una vicenda umana leggendaria e universale che attrarrà certamente un folto pubblico”. Dal 19 ottobre.

Al Mart, poi, la grande arte varca le frontiere storiografiche e le gerarchie proponendo accostamenti che favoriscano il riconoscimento delle realtà storiche, il raffronto tra canoni e paradigmi che è alla base dell’educazione all’arte. Si comincia tra poche settimane con Gino Rossi e Arturo Martini dal 4 ottobre e Bernardo Strozzi e Yves Klein dal 25 ottobre.

Ha chiosato Sgarbi: “Quello di arte contemporanea è un concetto estetico, si tratta di un tema a cui pensiamo e che ripensiamo. Da anni diciamo che tutta l’arte è contemporanea. Confrontiamo tutto con il contemporaneo perché certe volte l’antico è più moderno del contemporaneo. Ora smettiamo di dirlo e ci lavoriamo. Ecco quello che voglio fare al Mart: cercare affinità”.

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