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Periferie: dalla street art occasione di rilancio

Secondo alcuni, renderebbero più sporca la città. Per altri, in particolare per i più giovani, riconsegnano alle periferie maggior decoro e ricchezza. Parliamo dell’arte di strada. Ciò non si riferisce solamente al “graffitismo” ma a vere e proprie opere che, chi le compie, promuove una vera e propria comunicazione culturale e di massa.

In Europa, questo fenomeno, appartiene specialmente alle periferie delle grandi città che fino a pochi anni fa erano luoghi spesso abbandonati dalle istituzioni, ma che oggi grazie a molte mostre, musei a cielo aperto e agli artisti stessi, acquistano colore e conquistano maggiore popolarità diventando persino vere e proprie attrazioni turistiche. 

Ma quali sono le città europee  più famose per questa forma di arte urbana?

Ecco una rapida panoramica.

BARCELLONA – Nota a tutto il mondo per essere stata il centro di espressione di Salvador Dalí e Pablo Picasso, la città catalana è luogo di fioritura artistica urbana ma anche di gallerie che esaltano le sue bellezze. Poblenou è un quartiere noto per la grande bellezza architettonica. Ora è l’epicentro della vita culturale e artistica della città, divenendo un’area nella quale gli spazi in disuso delle antiche sedi industrial, sono stati trasformati in fabbriche creative gallerie per diversi artisti. Andando verso la periferia, non molto lontano dalla città universitaria, è possibile trovare un vero e proprio tour all’aperto su questa forma di arte, che consente a migliaia di turisti l’anno di vivere nel pieno le bellezze della città. Sant Andreu è un quartiere che, seppur distinto per le sue piccole strade lontane dalla vita frenetica, è pur sempre ricco di vita e collegato bene al centro della città ed è il luogo ideale per le famiglie che vogliono vivere a Barcellona ma lontane dalla confusione del centro città. Infine troviamo El Clot;  se questo era inizialmente un quartiere prevalentemente industriale, oggi è diventato un luogo in cui abitare conviene non solo per la vicinzanza al centro storico della città, ma anche perchè il costo delle case è relativamente basso (circa quattromila euro al metro quadrato) e la street art si è insediata piuttosto bene, decorando e rendendo più appetibile la zona in questione.

PARIGI – Come tutte le grandi città europee Parigi puù contare su grandi opere di street art realizzare da artisti di fama mondiale. In particolar modo, tra gli arrondissement più colorati troviamo il 13° che consta di numerosissime realizzazioni che hanno trasformato il quartiere in una vera e propria galleria d’arte a cielo aperto. Attorno alla stazione della Metro National si snoda, soprattutto su Boulevard Vincent Auriol, la grande street art parigina, grazie ad interventi sul fronte dei palazzi dei maggiori street artist contemporanei come Obey, C215, Seth. Belleville è invece il quartiere “dei giovani”  in cui è possibile trovare una varietà di locali e bar e non è più percepito come pericoloso , ma piuttosto come un quartiere alla moda. Belleville sorge sul colle più alto di Parigi dopo Monmartre, e ancora oggi restano, accanto ai palazzoni moderni, le vecchie case circondate da giardini e anche da  qualche vigna. Inoltre si estende tra le Buttes- Chaumont, il cimitero Père Lachaise e i boulevards esterni ed è quest’atmosfera che l’ha reso un quartiere speciale e assolutamente cool. Da notare inoltre la forte presenza di vari gruppi etnici (tra cui cinesi, marocchini, sudamericani) che lo hanno reso il luogo più vivace della capitale francese, per cui trovare un piccolo appartamento in cui trasferirsi è veramente difficile. Belleville non delude neanche di sera, grazie alla presenza di numerosi locali notturni. Tre cibi esotici, teatri, gallerie d’arte, musica e dj è difficile annoiarsi per cui  il quartiere risulta particolarmente ricco e vivo.

LONDRA – Gli artisti della capitale del Regno Unito sicuramente non restano a guardare ma anzi vedono in un tunnel, un muro di mattoni o in uno skatepark un’occasione per fare arte e comunicare a tutto il mondo. La street art è ovunque a Londra, bisogna solo riconoscerla; d’altro canto  parliamo di un’arte messa a disposizione gratuitamente per tutti, dove il museo da visitare non è altro che la città e dove i messaggi di denuncia sono piuttosto schietti e crudi. Camden Park, quartiere noto per essere il simbolo della cultura di questa forma di arte,  ospita gran parte delle opere, in particolar modo dedicate a leggende musicali come Amy Winehouse e John Lennon e presenta caratteristiche prevalentemente punk e metal. In effetti il richiamo ai grandi della musica non manca a Londra; nella Brixon Road  troviamo il memorial dedicato a David Bowie, a Shoreditch quello dedicato a  George Michael e infine a Turnpike Lane il memorial dedicato a Prince. Come già accennato in precedenza, anche un tunnel è occasione di fare arte. Infatti nei pressi della stazione di Waterloo è presente un luogo sotterraneo ricco di graffiti ed opere (Leake Street Tunnel) innaugurato nel 2008 dallo street artist più famoso al mondo Bansky. È un luogo dove la creatività prende forma in tutti i suoi aspetti più magnifici e che impressiona le persone che vi passano tutti i giorni per andare a prendere il treno.

ROMA – La Città Eterna è considerata la capitale europea della street art per via dei suoi numerosi quartieri caratterizzati dall’esplosione di questa forma di arte. In particolare, il Pigneto, Centocelle, Quadraro, Ostiense, Alessandrino, Garbatella e soprattutto Tor Marancia secondo quanto riportato da Badi.com, portale dedicato all’affitto di stanze, sono i quartieri più alla moda e in cui le abitazioni sono più richieste. Ciò è dipeso in parte dal basso costo al metro quadro delle case, ma anche dalla cosiddetta “movida” che vecchi e nuovi locali generano ogni settimana.

Centocelle, un tempo considerato un tempo come “degradato”, oggi rappresenta una tra le zone top di Roma grazie ai suoi locali ma anche alla “nuova” metro C, che permette di recarsi in zone centrali con poche fermate. Inoltre i prezzi delle case sono ancora bassi, per cui Centocelle rappresenta una delle aree da tenere d’occhio in questo momento perché destinato ad affermarsi nei prossimi anni tra i nuovi quartieri cool di Roma. Anche qui l’arte urbana non manca di certo; nell’ottobre del 2017 e del 2018, la zona ha ospitato un evento molto interessante denominato “Differenziata mon amour”. Si tratta di una mostra che promuove l’arte urbana e sensibilizza le persone su temi quali la raccolta dei rifiuti, in quanto le raffigurazioni degli artisti sono compiute sulle “campane” per la raccolta del vetro.

Il Quadraro, zona residenziale ma non solo. Il quartiere è legato agli anni della Seconda guerra mondiale, dove più di mille uomini furono deportati nei campi di concentramento dai nazifascisti, ragion per cui nelle opere degli artisti c’è un forte richiamo alla resistenza del quartiere alle dittature della guerra. Tra le opere più famose troviamo “Baby Hulk”, una raffigurazione tridimensionale di un bambino tutto verde e muscoloso e Mickey Mouse con la maschera antigas, con cui Ron English (artista a cui si deve l’opera) ha espresso la ribellione di questo infante (quartiere) a questo Topolino (nazisti). Un’altra rappresentazione interessante è il “nido di vespe” sito in Via Monte del Grano, che simboleggiano il coraggio di questo quartiere a più di 70 anni da quei tragici eventi.

Testaccio è tra i quartieri più rinomati e conosciuti di Roma, specialmente per il suo mercato, e per le osterie che attraggono numerosi turisti da tutto il mondo. Tuttavia il quartiere non è solo questo, ma ospita opere di street art di grande fama, le quali simboleggiano l’importanza del quartiere noto come “cuore” della città. La realizzazione più importante è un enorme murales di 30 metri che copre la parete laterale di un condominio che si affaccia su via Galvani e rappresenta un lupo feroce pronto a saltare come se volesse saltare via da quel “piccolo” spazio che lo costringe che, a quanto pare, rappresenta l’istinto animale che non deve essere mai limitato.

Ostiense è tra le zone periferiche di Roma ma grazie ad un recente progetto di riqualificazione (Ostiense District) la zona ha finalmente avuto un maggior decoro. Molte sono le opere a cielo aperto disseminate lungo le vie che vanno da San Paolo a Piramide e tutto ciò è stato favorito dall’intervento di numerosi artisti di strada che hanno realizzato dei veri e propri capolavori. È da notare come questi ragazzi abbiano voluto dare un significato profondo alle opere da loro compiute; per esempio all’incrocio fra Via del Porto Fluviale e Via delle Conce è possibile osservare una delle tante creazioni dell’artista di fama internazionale “Blu” il quale ha rappresentato,sulle mura di un palazzo,dei volti molto particolari in quanto finestre,porte e persiane dello stabile sono parte dei connotati dei volti in questione. L’intento dell’artista è quello di concentrare l’attenzione su una piaga sociale, ovvero quello dei senza-tetto e delle occupazioni abusive, per cui si vuole dare una sorta di benvenuto a chi è meno fortunato di altri.

Tor Marancia è sicuramente è tra le zone più colorate di Roma tanto da avere un museo dedicato alla street art. Tutto nasce nel 2015 quando una serie di artisti provenienti da tutto il mondo e il Comune di Roma, ente locale che ha finanziato le opere, hanno dato origine al progetto “Big city life” (www.bigcitylife.it) che ha portato ad una vera e propria azione di valorizzazione del luogo. Nello specifico è sorto il primo museo condominale a cielo aperto nel mondo visitabile 24/7. Molti murales riprendono storie o racconti di persone che hanno davvero vissuto in quei palazzi e ciò che hanno passato. Uno in particolare è dell’artista “Jazz” che ritrae due lottatori, uno argentino e uno italiano, i quali si sostengono a vicenda, simboleggiando il grosso legame migratorio tra i due paesi.

Questi edifici  oggi sono frequentati da fotografi, turisti, troupe televisive visitatori da tutto il mondo,ma è importante sottolineare come questo museo sia servito da incontro generazionale tra anziani (spesso critici rispetto alle novità) e giovani che più sono propensi ad accogliere queste forme di arte,per cui la vecchia generazione ha accolto quella nuova.

(Gabriele Visconti)

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