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Tre sondaggi: netta prevalenza di “no” alla riapertura delle scuole

Oltre otto persone su dieci, tra studenti, professori e genitori, dicono “no” alla riapertura delle scuole in presenza. È quanto emerge dal sondaggio, a cui hanno partecipato 11.047 persone, promosso dal sito “Tecnica della scuola” nei giorni 12 e 13 gennaio 2021 tra i propri utenti.

Esattamente l’84,6 per cento degli 11.047 rispondenti ha detto “no” alla riapertura delle scuole nell’attuale complesso contesto epidemiologico.

A rispondere sono stati studenti (41,2 per cento del campione), genitori (circa il 25 per cento di risposte) e insegnanti (circa il 21 per cento), più un 10 per cento scarso che ricopre entrambi i ruoli.

Il tema coinvolge soprattutto le scuole superiori. Non a caso le risposte provengono principalmente da chi frequenta o da chi insegna o da chi ha figli che frequentano le scuole superiori (oltre il 90 per cento dei rispondenti). Del resto, nella maggioranza del Paese i bambini delle scuole del primo ciclo e dell’infanzia sono già rientrati in classe, dunque per loro il problema è sentito con minore partecipazione.

Dal punto di vista della distribuzione regionale delle risposte, si evince una grande equità.

Nei giorni scorsi anche “Orizzonte Scuola” aveva condotto un analogo sondaggio tra 15.433 utenti con risultato altrettanto netto: 14.109 utenti, ovvero il 91,42 per cento, hanno detto “No” alla riapertura della scuola, ritenendo che allo stato attuale non esistono le condizioni di sicurezza.

Specifico sugli studenti il sondaggio effettuato da Skuola.net su 5mila alunni di licei, istituti tecnici e professionali. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare guardando la tv o leggendo i giornali, la stragrande maggioranza non ha accolto negativamente la notizia del prolungamento delle chiusure dopo il 7 gennaio 2021: a dirsi a favore è addirittura il 78 per cento degli studenti. Ben sei ragazzi su dieci ritengono addirittura ingiustificate le proteste messe in scena dai propri coetanei nelle ultime ore. A partecipare alle manifestazioni di dissenso, secondo Skuola.net, è stato solo uno studente su dieci.

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