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Unicef: indagine sul mondo dell’adolescenza e Covid-19

Il 20 novembre si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza e per fare un punto della situazione in Italia, l’Unicef ha lanciato in questa occasione il nuovo rapporto sull’adolescenza e Covid-19, “The future we want – Essere adolescenti ai tempi del Covid-19”.

Il report si pone l’obiettivo di far conoscere, e comprendere, come l’emergenza sanitaria abbia cambiato la percezione che gli adolescenti italiani hanno del proprio benessere, l’impatto che l’evento pandemico ha avuto sulle loro vite e le lezioni da trarre per un futuro più equo e sostenibile. 

Tutti stiamo vivendo momenti difficili, ma sicuramente i bambini e gli adolescenti sono tra le categorie che risentono maggiormente delle limitazioni giustamente imposte in questo periodo.

Dal rapporto emerge una fotografia dell’impatto che la pandemia ha avuto sulla percezione di benessere degli adolescenti in Italia. “I giovani chiedono il ritorno a una nuova normalità – si legge nel report – che tenga conto delle lezioni apprese in questi mesi e delle buone pratiche messe in atto, con un cambio di rotta che non può prescindere dall’ascolto della loro voce”.

Sono stati intervistati oltre 2.000 giovani che vivono in Italia, di età compresa tra i 15 e i 19 anni.

Dal sondaggio è emerso che gli adolescenti campionati si dichiarano mediamente soddisfatti della propria vita, con un valore di 6,5 su una scala da 1 a 10.

Per delineare un quadro completo sulla condizione adolescenziale, si è richiesta una valutazione delle diverse dimensioni della vita socio-economica.

Per i ragazzi e ragazze il benessere economico si colloca poco sopra 6/10. Sotto la sufficienza invece la salute (5,9), nella cui determinazione ha sicuramente pesato la percezione di insicurezza e fragilità legata alla pandemia. 

L’ambiente in cui gli adolescenti vivono è l’aspetto di cui essi si dichiarano più soddisfatti, valutato con un 8,1, con 7,6/10 in riferimento alla famiglia di appartenenza. Un adolescente su tre afferma che le relazioni con familiari e conviventi durante il lockdown siano migliorate, mentre il 16 per cento dei rispondenti al sondaggio riferisce di un peggioramento dei rapporti familiari. 

Emerge però anche un dato allarmante: il 64 per cento degli adolescenti (con una significativa differenza tra il 73 per cento delle ragazze e il 53 per cento dei ragazzi) ritiene che la casa o la struttura in cui vive non sia sempre e comunque un luogo sicuro. 

“Il 20 novembre celebriamo la Giornata mondiale dell’infanzia” ha dichiarato Carmela Pace, vice presidente dell’UNICEF Italia. “Quest’anno più che mai – ha proseguito – vogliamo ribadire che i diritti di tutti i bambini e gli adolescenti contano e devono essere rispettati e promossi ogni giorno, ovunque nel mondo. Il 2020 è stato caratterizzato a tutti i livelli dal COVID-19 che ha aperto nuove crisi e acuito quelle già esistenti, soprattutto per i bambini e i giovani, i più vulnerabili. Povertà, istruzione, accesso a internet, disagio psicologico, assistenza sanitaria, cambiamento climatico: sono queste alcune delle priorità che richiedono a tutti noi uno sforzo congiunto, sostenuto e sostenibile, senza dimenticare o lasciare indietro nessuno. Dobbiamo aiutare concretamente tutti i bambini e i giovani in Italia e nel mondo. Noi dell’UNICEF, celebriamo questa Giornata con la promessa di continuare a essere presenti nella risposta alla pandemia e nel garantire supporto ai gruppi più vulnerabili”.

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