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Cattivi profeti

Quanti analisti hanno espresso la certezza, raggianti, che le sanzioni avrebbero messo in breve tempo la Russia in ginocchio? Ebbene, con la guerra in corso – a causa dell’esagerato aumento di prezzo delle materie prime – sta avvenendo esattamente il contrario. La Russia è più viva che mai. Lo stesso Fondo monetario internazionale riconosce che l’avanzo commerciale russo tra export e import da gennaio a luglio di quest’anno è stato di 140 miliardi di dollari. Raggiungerà i 227 miliardi di dollari a fine anno.

Tra questi “profeti” del mainstream va incluso anche il segretario del Pd, Enrico Letta, il quale nel corso di un’intervista al Corriere della Sera all’indomani delle sanzioni dichiarava: “Le sanzioni sono le più dure mai comminate e in qualche giorno porteranno al collasso l’economia russa, che finirà in ginocchio”. Non ci sembra che la Russia sia in ginocchio. Anzi, è l’Italia e parte dell’Europa a rischiare presto di ritrovarsi in questa posizione di sofferenza. Doverosa un’osservazione: se Letta sforna predizioni di questo tipo, davvero si può avere fiducia nelle sue (pre)“visioni” politiche?

Antonio Noto, presidente dell’istituto Noto Sondaggi, spiega che il tema economico è in cima alle priorità degli italiani. Se finora i nostri concittadini si sono giustamente impietositi per le immagini provenienti dall’Ucraina, causa l’invasione russa, oggi, mentre della guerra si parla sempre meno, la preoccupazione principale riguarda loro stessi e le tasche sempre più vuote. Ecco perché le sanzioni diventano un tema sensibile. Anche perché nessun partito presenta una ricetta per affrontare il carovita: si parla solo di aiuti di Stato, come se la riserva di soldi pubblici sia infinita. Davvero le sanzioni – che già in passato non hanno sortito effetti in molti Stati – potranno “mettere la Russia in ginocchio”? Noi cominciamo a dubitarne…

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