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Covid-19 e virus nazionalista

“Comprendiamo che l’emergenza coronavirus stia mettendo sotto pressione le istituzioni e la stessa comunità scientifica, alla ricerca di un difficile equilibrio tra le prioritarie ragioni di salute pubblica e la necessità di non mettere in ginocchio il sistema sotto il profilo economico, sociale e di immagine internazionale, tuttavia gli attacchi all’Europa che spesso si mescolano nel discorso pubblico sono del tutto ingiustificati e figli del pessimo vezzo di scaricare immaginarie colpe sull’Unione europea quando il fronte interno entra in crisi, con ripercussioni importanti sulla coscienza civile dei cittadini.

Chi interviene accusando l’Europa di essere assente o di mancare di capacità di coordinamento dimentica, o non sa, che l’Unione europea non ha competenze in materia sanitaria, che restano saldamente nelle mani degli stati nazionali e nel caso dell’Italia anche delle regioni. È fuorviante pertanto accusare l’Europa di colpe che non ha. È evidente che emergenze sanitarie globali come la presente dimostrano una volta di più che serve una gestione europea dei problemi: chi si dichiara europeista, invece di sparare ad alzo zero sull’Europa, dovrebbe favorire il processo di trasferimento delle competenze e delle relative risorse dagli Stati agli organismi europei. Il che concretamente significa lavorare per la costruzione degli Stati Uniti d’Europa.

La Conferenza sul futuro dell’Europa, che si aprirà il prossimo 9 maggio, è l’occasione per mettere anche questo tema al centro del dibattito a condizione che non si voglia ridurre la Conferenza ad un esercizio di confronto sterile, che porti ad un maquillage dei Trattati, ma che si ponga l’obiettivo di far nascere un’Europa federale, come la pensavano i Padri fondatori. Se alcuni Stati membri non accetteranno questo progetto, è arrivato il tempo che i Paesi decisi a condividere una parte della loro sovranità in quei campi non più gestibili a livello nazionale vadano avanti, creando all’interno del quadro comunitario un nucleo integrato politicamente su basi federali.

Giorgio Anselmi

(presidente nazionale del Movimento federalista europeo)

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