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Il Piano Transizione 4.0

Sarà il Piano Nazionale Transizione 4.0 uno dei pilastri su cui si fonderà il Recovery Fund italiano. E’ quanto evidenzia il MoVimento 5 Stelle in una nota, a poche ore dallo storico accordo raggiunto in Consiglio europeo tra i leader Ue sul prossimo bilancio dell’Unione e sul NextGenerationEU. Un’intesa dalla quale deriva lo sblocco delle risorse destinate all’Italia: 209 miliardi di euro, per la maggior parte a debito.

L’investimento Transizione 4.0 consisterà in circa 24 miliardi per una misura che si pone due obiettivi fondamentali: in primo luogo stimolare gli investimenti privati; in secondo, garantire stabilità e certezze alle imprese con misure pluriennali che avranno effetto dallo scorso novembre al giugno del 2023. Con esso il governo vuol dare alle imprese che vogliono digitalizzarsi e innovare prodotti e processi uno strumento efficace anche in un momento difficile come quello dell’emergenza sanitaria che tutti stiamo vivendo.

“Si tratta – commenta il senatore Ortis citando le parole del viceministro dello Sviluppo economico Buffagni – di un autentico piano shock con cui abbasseremo le tasse alle nostre imprese già dall’anno prossimo. Il nuovo credito d’imposta – ampliato dal 6% al 10%, passando da un ammortamento da cinque a tre anni per tutte le spese fatte in beni strumentali, sarà previsto per 2 anni a decorrere dal 16 novembre scorso. È anche confermata la possibilità, per i contratti di acquisto dei beni strumentali definiti entro il 31 dicembre 2022, di beneficiare del credito con il solo versamento di un acconto pari ad almeno il 20 per cento dell’importo e consegna dei beni nei 6 mesi successivi (quindi, entro giugno 2023)”.

Numerose le aree toccate dal Piano, che abbraccia gli investimenti in beni strumentali, materiali e immateriali 4.0, la formazione 4.0 di dipendenti e imprenditori, punta su ricerca e sviluppo, innovazione, design, ideazione estetica e green economy. Presente all’interno anche un focus sul rifinanziamento di competence center e degli innovation hub, mentre è in previsione la creazione di alcuni poli nazionali relativi alle tecnologie emergenti.

“Poli – precisa Ortis – che coinvolgeranno tutto il mondo della ricerca scientifica in ambiti come l’intelligenza artificiale, la blockchain, la cybersecurity. È proprio in momenti di crisi come quella che stiamo vivendo che bisogna pensare a rilanciare il futuro. Basta sterili polemiche sui banchi o sul cenone – conclude – Oggi ci dobbiamo proteggere, domani dobbiamo ripartire. Andiamo avanti!”.

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