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Nosside e l’anello quadrato

Diceva un vecchio “Commis d’Etat” al servizio del Conte Cavour: “Ai’ manca un toc” (ci manca un pezzo……) per sottolineare che nella agognata conquista della Penisola, malgrado il sostegno di Napoleone III, mancava sempre un pezzo.

Anche oggi “manca un pezzo” perché da un lato nelle zone terremotate si promette una ricostruzione rapida ed in tempi certi, e d’altro canto si rimane impelagati nella certezza di una eterna emergenza.

Bisogna cambiare il management e cioè investire di ogni responsabilità i presidenti delle quattro regioni ed i sindaci e solo così si potrà smuovere dall’inerzia la pesante macchina burocratica, spendendo i soldi già disponibili.

Più che ottenere la quadratura del cerchio, qui si tratta d’intervenire su un anello quadrato difficile da indossare perché non si possono e non si devono calare sul “cratere”, con i suoi 131 Comuni, la filosofia e l’andazzo romani carichi di troppa storia e di sublime indifferenza.

Anche le cose buone – e cose buone sono accadute in Abruzzo, nel Lazio, nell’Umbria e nelle Marche – vengono ignorate dinnanzi alla gravità dei cumuli abbandonati.

Nosside, nel II° secolo a.C. diceva: “Dalla bocca sputo anche il miele…”. Il governo verrà giudicato, e l’ho già detto, sia sul mancato controllo di una invasione che ha arricchito i trafficanti di carne umana e reso il Mediterraneo un cimitero dalle vaste dimensioni, sia sui risultati ottenuti nelle zone colpite dal sisma sia, infine, sui dati drammatici della disoccupazione giovanile. Non è errato sostenere che la crisi, lungi dall’essere superata, è entrata nella sua fase più acuta: 12 milioni di persone faticano a curarsi e 6 milioni di nuclei familiari vivono in piena povertà, per non parlare di quelli accampati nelle periferie delle città.

Il turismo può e deve sostenere la ripresa nelle aree colpite, ma occorre che venga ripristinato un minimo di vivibilità, sgomberando le macerie inevase ed allestendo per tempo le stalle per gli agricoltori perché l’inverno è vicino.

I politici che fanno tanti annunci e promesse verso le zone terremotate devono guardarsi dal fare la fine preconizzata da Empedocle a diversi personaggi greci nell’età ellenistica “qual fumo svanirono effimeri a volo nell’aria”, come si evince dalla citazione di Plutarco nel suo “Iside e Osiride”. Le elezioni si avvicinano e con esse, inesorabile, il giudizio popolare.

(Gianfranco Fisanotti – Unionturismo)

 

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