
Secondo gli ultimi dati disponibili, sono finanziate, Con 800 milioni di euro di investimenti attivati e 618 milioni di euro di agevolazioni concesse, Smart&Start Italia si conferma uno dei principali strumenti nazionali di sostegno alla nascita e allo sviluppo delle startup innovative ad alto contenuto tecnologico. L’incentivo, gestito da Invitalia e promosso dal ministero delle Imprese e del made in Italy, ha già prodotto risultati significativi in termini di nuove imprese finanziate, ben 1.549. L’obiettivo è sostenere progetti imprenditoriali caratterizzati da forte innovazione tecnologica e capacità di generare nuovi modelli di business.
Smart&Start Italia è destinato a startup innovative di piccola dimensione costituite da non più di 60 mesi e iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese; team di persone e cittadini stranieri in possesso dello “startup Visa”; imprese straniere che intendono aprire una sede operativa in Italia.
L’incentivo finanzia piani di impresa compresi tra 100 mila euro e 1,5 milioni di euro, destinati all’acquisto di beni, servizi, personale e costi di gestione aziendale. Smart&Start Italia prevede un finanziamento a tasso zero senza garanzie che copre l’80% delle spese ammissibili. La percentuale può salire al 90% nei casi in cui la startup sia composta interamente da donne; la compagine sia formata da giovani under 36; sia presente un dottore di ricerca impegnato all’estero.
Le imprese con sede nel Centro-Sud (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) beneficiano inoltre di un contributo a fondo perduto del 30%, restituendo solo il 70% del finanziamento ricevuto. Il rimborso avviene in 10 anni, a partire dal dodicesimo mese successivo all’erogazione dell’ultima quota.
I progetti devono possedere almeno una delle seguenti caratteristiche:
- significativo contenuto tecnologico e innovativo;
- sviluppo di soluzioni nell’ambito dell’economia digitale, dell’intelligenza artificiale, della blockchain e dell’internet of things;
- valorizzazione economica dei risultati della ricerca pubblica o privata.
Tra le principali spese ammissibili rientrano:
- impianti, macchinari e attrezzature nuove;
- hardware e software;
- brevetti, marchi e licenze;
- consulenze tecnologiche specialistiche;
- costi del personale e collaboratori;
- servizi di incubazione e accelerazione;
- investimenti in marketing e web marketing.
Sono inoltre finanziabili costi di funzionamento aziendale come materie prime, servizi operativi, hosting e utilizzo di beni di terzi. Le spese devono essere sostenute entro 24 mesi dalla firma del contratto.
L’incentivo è attivo con procedura a sportello, senza graduatorie né scadenze. Le domande vengono esaminate entro 60 giorni in base all’ordine cronologico di presentazione, favorendo un accesso continuo alle opportunità di finanziamento.
UNSIC – Unione Nazionale Sindacale Imprenditori e Coltivatori
