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Le nuove sfide del made in Italy: Italia quarta potenza export globale

L’export italiano, nonostante le difficoltà, cresce. La diversificazione dei prodotti esportati e la diversificazione dei mercati di destinazione decretano il successo del made in Italy all’estero, consentendo al sistema economico nazionale di ridurre i rischi legati all’instabilità internazionale. La Penisola italica consolida il proprio ruolo tra i principali esportatori mondiali, affiancando il Giappone al quarto posto. Il surplus commerciale raggiunge i 122 miliardi di dollari, terzo a livello globale dopo Cina e Germania, mentre gli investimenti esteri registrano una crescita del 20% negli ultimi tre anni. È quanto emerge dal rapporto “Le nuove sfide del made in Italy”, elaborato dal Mimit e coordinato dal vicepresidente e direttore della Fondazione Edison, professor Marco Fortis. Presentato a Palazzo Piacentini, lo studio offre un’analisi approfondita della capacità dell’economia italiana di affrontare le trasformazioni dello scenario globale.

Il Rapporto arriva in vista della Giornata nazionale del made in Italy del prossimo 15 aprile e fotografa un sistema produttivo capace di reagire alle conseguenze del periodo post-pandemico e a un contesto internazionale sempre più instabile, segnato da tensioni geopolitiche, conflitti e criticità nelle catene di approvvigionamento.

Secondo quanto dichiarato dal professor Marco Fortis, anche in un contesto complesso come quello del 2025, caratterizzato dai dazi americani, l’export italiano ha mostrato una notevole capacità di tenuta. Non solo: è risultato quello cresciuto di più in dollari tra i Paesi del G7, superando persino la Cina.

Accanto ai comparti tradizionali, emergono con forza nuovi settori strategici come la cantieristica, la farmaceutica, l’aerospazio e la cosmetica, che si affiancano ai pilastri storici dell’export italiano: meccanica, moda, agroalimentare e arredocasa.

Il report evidenzia come il sistema produttivo italiano operi in un quadro competitivo sempre più articolato, influenzato dal perdurare del conflitto russo-ucraino, dalle tensioni in Medio Oriente e dalle guerre commerciali.

In questo scenario, il made in Italy dimostra una straordinaria capacità di adattamento. La resilienza si manifesta sia nei comparti tradizionali delle “cinque A” — alimentazione, abbigliamento, arredo, auto e automazione — sia nei settori ad alto contenuto tecnologico, che spaziano dalla farmaceutica alla space economy, dalla blue economy alla difesa, fino all’industria culturale.

“L’Italia si conferma così un sistema economico affidabile e attrattivo, unico nel G7 a tornare in avanzo primario dal 2024, con un solido surplus commerciale e livelli occupazionali in crescita”, commentano dal Mimit.

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