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Provincia di Foggia, sempre più grave il problema dei roghi

E’ sempre più preoccupante, in provincia di Foggia, il fenomeno dei roghi con i quali gli agricoltori smaltiscono i propri rifiuti stoccati di lavorazione, contaminando l’aria e le superfici agricole circostanti. Fuochi di plastica, residuo della campagna del pomodoro, hanno appestato la zona di Carapelle (Foggia), come segnalato efficacemente dal sindaco di quella comunità.

“Nei campi di Capitanata non siamo in quello che don Maurizio Patriciello, nella terra dei fuochi, paragona all’inferno, ma le fiamme alte, i fumi e i puzzi spesso velenosi che si sprigionano di sera nelle nostre campagne, pur non accertando qualcosa di losco, manifestano sicuramente un forte dispregio delle regole – è il commento dell’onorevole Giorgio Lovecchio, 41 anni, foggiano, esponente del Movimento Cinque Stelle. “Quotidianamente si susseguono incendi fai da te – prosegue il parlamentare, membro della V Commissione (Bilancio, tesoro e programmazione) – dove si assommano rifiuti organici degli scarti agricoli a materiali plastici, che tolgono l’aria a quanti abitano nelle zone extraurbane e nelle borgate e nei centri rurali, creando spesso disagi e pericoli anche più estesi”.

L’onorevole evidenzia che “il ministero dell’Ambiente ha già stilato un protocollo inerente la terra dei fuochi per avviare azioni di informazione e sensibilizzazione rivolte ai cittadini ed alle imprese per la prevenzione e il contrasto del fenomeno dei roghi, anche con riguardo alla contraffazione di materiali. Quel programma di iniziative e campagne periodiche di informazione e sensibilizzazione sui comportamenti utili a prevenire il fenomeno dei roghi va di certo esteso anche alla Capitanata, in modo che si possano mettere in campo iniziative fattive nel caso di avvistamento di incendi, in particolare derivanti dalla combustione di rifiuti, per prevenire, controllare, monitorare, tutelare l’ambiente e la salute a seguito di roghi di rifiuti. Anche se nella maggior parte dei casi i roghi di materiale plastico agricolo non sono vicini agli abitati, i fumi si muovono per chilometri, senza considerare il danno ambientale provocato ai terreni dai liquami – conclude il parlamentare.

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