sabato , Agosto 24 2019
Home / Comunicazione / Domenica si vota in Basilicata

Domenica si vota in Basilicata

Ancora un turno elettorale amministrativo. Domenica 24 marzo 2019 avranno luogo le elezioni del presidente della Giunta della Regione Basilicata e del Consiglio regionale. I comizi elettorali sono stati convocati con decreto della vicepresidente della Giunta n. 4 del 21 gennaio scorso. Le elezioni del presidente della Giunta e del Consiglio sono contestuali. Entrambe sono a suffragio universale e diretto.
Quattro i candidati alla presidenza. Si tratta di Vito Bardi (nato a Potenza il 18/9/1951), Antonio Mattia (nato a Potenza il 5/9/1971), Valerio Tramutoli (nato a Potenza il 28/12/1957), Carlo Trerotola (nato a Salerno il 4/12/1957).
Vito Bardi è il candidato sostenuto dal centrodestra e può contare su 5 liste (Lega – Salvini- Basilicata; Idea per un’altra Basilicata; Forza Italia – Berlusconi per Bardi; fratelli d’Itala; Basilicata Positiva – Bardi presidente).
Antonio Mattia è sostenuto dalla sola lista “Movimento 5 stelle”.
Valerio Tramutoli è sostenuto dalla lista “la Basilicata possibile – Tramutoli Presidente”.
Trerotola è il candidato del centrosinistra ed è sostenuto da 7 liste (Lista del presidente Trerotola; Basilicata Prima -Riscatto; Verdi; Partito socialista italiano; Progressisti per la Basilicata; Comunità democratiche- Pd; Avanti Basilicata).
Le elezioni si svolgeranno secondo la disciplina elettorale prevista dalla legge regionale n. 20/2018 (“Sistema di elezione del presidente della Giunta e dei Consiglieri regionali”).
Non è previsto – si legge in una nota breve pubblicata dal servizio studi del Senato – il voto disgiunto e dei 21 seggi del Consiglio:
– 1 spetta al presidente di Regione;
– 1 al candidato presidente che ottiene il numero di voti validi immediatamente inferiore a quelli conseguiti dal presidente (art. 20, comma 3, lettera f), L.R. n. 20/2018);
– 19 sono attribuiti come segue:
a)  al gruppo di liste o alla coalizione collegata al presidente eletto sono assegnati i seggi sulla base del metodo proporzionale corretto con il premio di maggioranza o con la riduzione dei seggi ad essi spettanti a tutela della rappresentanza delle minoranze. Dopo aver calcolato il numero di seggi che teoricamente spetterebbero al gruppo o alla coalizione in collegamento con il candidato presidente eletto sulla base del criterio proporzionale (attraverso il metodo d’Hont), si procede alla rettifica di tale assegnazione affinché ad essi siano effettivamente attribuiti: – non meno di 12 seggi qualora il presidente abbia ottenuto oltre il 40% dei voti; – 11 seggi se il presidente ha ottenuto un numero di voti compreso tra il 30 ed il 40%; – 10 seggi nell’ipotesi in cui il numero di voti sia inferiore al 30%; – 14 seggi nel caso in cui dall’applicazione del metodo proporzionale risultino 14 o più seggi (si procede pertanto a sottrarre i seggi ulteriori rispetto al quattordicesimo, che vengono attribuiti alle forze non collegate al candidato eletto presidente).
b) I seggi residuali sono attribuiti secondo il criterio proporzionale.
I seggi così assegnato sono ripartiti fra i gruppi di liste appartneneti alla medesima coalizione con il medesimo metodo d’Hont.
Il sistema elettorale prevede dunque un premio di maggioranza, finalizzato ad assicurare la formazione di una stabile maggioranza in seno Consiglio regionale. Questa è assicurata a prescindere dal conseguimento di una soglia minima di voti validi. L’entità del premio varia in funzione della percentuale di voti ottenuti. In ogni caso, a tutela delle forze politiche non collegate con il Presidente eletto è garantito a queste ultime un numero minimo di consiglieri (pari a 6).
I 20 seggi sono ripartiti fra le due circoscrizioni in misura proporzionale alla popolazione residente.
Il decreto del vicepresidente della Giunta regionale n. 5 del 2019 ha assegnato 7 seggi alla circoscrizione elettorale di Matera e 13 a quella di Potenza.
C’è una clausola di sbarramento.  Non sono infatti ammesse all’assegnazione dei seggi le liste circoscrizionali o gruppi di liste circoscrizionali:
– non facenti parte di coalizioni che abbiano ottenuto, nell’intera Regione, meno dell’8% dei voti validi:
– non facenti parte di coalizioni che abbiano ottenuto, nell’intera Regione, meno del 3% dei voti validi;
– che abbiano ottenuto, nell’intera Regione, almeno il 4% dei voti validi, anche se facenti parte di coalizioni che abbiano ottenuto, nell’intera Regione, meno dell’8% dei voti validi.
Per quanto concerne la parità di genere Le liste circoscrizionali sono composte in modo che i candidati dello stesso genere non eccedano il 60% del totale (art. 3, comma 3, L.R. n. 20/2018).
Nel caso in cui l’elettore intenda esercitare la facoltà di esprimere due preferenze, dovrà indicare canditati di genere diverso, pena l’annullamento della seconda preferenza (art.17, comma 2).
(Gia.Cas.)

Check Also

Svimez: tra Nord e Sud Italia si riallarga la forbice

Il tempo sembra tornare indietro e per il Mezzogiorno si torna a parlare di dissanguamento …